1.400.000 volte perché?

by • luglio 4, 2013 • UncategorizedComments (0)614

1045127_1378012875749551_1299626000_nStamattina eravamo alla conferenza stampa indetta da Italia Nostra, Marevivo, Mila Donnambiente ed Ecoistituto per denunciare l’ennesimo sperpero di denaro pubblico. 1.400.000 euro spesi non si capisce bene perché in un opera che tra l’altro deturperà un pezzo di riserva naturale.

Questo un estratto del comunicato stampa delle associazioni ambientaliste presenti.

VUOLE O NON VUOLE PESCARA SALVARE LA SUA STORICA PINETA?

Dal 2000 questa parte della città si trova all’interno della perimetrazione della Riserva Naturale di interesse provinciale (legge istitutiva Regione Abruzzo 96/2000) denominata Dannunziana, affidata in gestione alla provincia fino al 2001; con la LR 96/2001la gestione viene infine affidata al Comune di Pescara. Da allora inizia il colpevole e lentissimo percorso di approntamento del PAN (Piano di Assetto Naturalistico) [...]

Da allora l’Amministrazione Comunale si è sempre rifiutata di approvare definitivamente in Consiglio Comunale il PAN della Riserva Dannunziana, che, inserita dalla Regione nei fondi FAS per il finanziamento, consentirebbe di poter disporre immediatamente di 200.000 euro per la sua gestione! Pur continuando, il Comune, ad usufruire dei trasferimenti finanziari della Regione per la gestione della Riserva: qualche mese fa l’ultima tranche è stata di 70.000 euro![...]

Ricordiamo a tutti (noi per prima) che la Pineta è uno dei luoghi identitari della città e del territorio costiero più ampio, sia dal punto di vista ambientale che storico. [...]

L’ipotesi di un “corridoio” ecologico per riconnettere le pineta ex litoranea al litorale è già presente entri il PAN che l’Amministrazione non ha voluto finora approvare! Fingendo di aver avuto una pensata rivoluzionaria, approva in gran segretezza (ed è lì lì per fare la gara d’appalto) il progetto di 2 colline con sottopasso a… creare una terrazza su un muro a qualche metro d’altezza per… riuscire a vedere il mare! A fianco un sentierino che passando a fianco della terrazza di cemento consente di arrivare dalla spiaggia al colle e alla pineta retrostante, che non sarà più visibile dal mare e che dal mare non si vedrà più… inutile dire degli effetti di barriera anche per l’aria marina, sulla pineta alle spalle… Forse è anche inutile aggiungere che tonnellate di riporto di terra, per sagomare le colline, costituiscono un’alterazione delle caratteristiche naturali e dell’ambiente geofisico[...]

Aldilà del merito o demerito del progetto, piaccia o non piaccia, aldilà della nostra interpretazione sulla leggerezza necessaria (una specie di piccolo e aereo “ponte della pineta” fra riserva naturale e spiaggia) del corridoio ecologico eventuale, aldilà delle legittimissime preoccupazioni dei residenti per lo stravolgimento delle condizioni di viabilità e mobilità del quartiere e non solo, rimangono alcune questioni fondamentali per le quali riteniamo illegittimo e improponibile questo progetto, a cui si opporremo in tutte le sedi possibili:

  • il precedentedi un’operazione che tenta furbescamente e illegittimamente di aggirare norme di protezione ambientale per fini che lasciamo valutare a chiunque ci ragioni
  • le conseguenze per l’equilibrio generale della pineta retrostante, che solo le valutazioni competenti degli organismi di gestione possono sciogliere anche tramite consultazioni partecipate
  • la mancanza assoluta di ogni informazione ai cittadini e scelta condivisa, per un opera che rivoluziona la vita di un quartiere intero, azzerando in partenza la sua “sostenibilità“
  • l’affronto “sociale” di centinaia di migliaia di euro spesi per un progetto di cui nessuno sente il bisogno, anzi!

 

 

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