20 anni dopo… via D’Amelio, sempre e comunque un vicolo cieco

by • luglio 19, 2012 • ComunicatiComments (0)786

Non tutti sanno che Via Mariano D’Amelio è una strada della periferia di Palermo che inizia da una parte, si interrompe e poi rincomincia concludendosi con un piccolo slargo e una strada che ricorda la lotta del popolo siciliano e della propria voglia di autodeterminazione… via dell’autonomia siciliana.

Questa interruzione sembra rappresentare a pieno,il blocco della vita repubblicana che il 19 luglio 1992 alle ore 16:58 si concretizzò con l’esplosione di 500 kg di semtex. Una ventata di calore asfissiante avvolse i 5 agenti di scorta e Paolo Borsellino, quella ventata fu talmente tanto forte che i biondi capelli di Emanuela Loi li ritrovarono appiccicati sul muro del palazzo dove abita l’anziana madre di Borsellino… Antonio Vullo unico superstite racchiuso dal sarcofago dell’auto blindata del giudice fu travolto da questa ventata caldissima riuscendo comunque a rimanere unico testimone di quel terribile pomeriggio.

Dopo quell’esplosione Vullo racconta che uscendo dall’auto per allontanarsi dal luogo dell’attentato calpestò tronconi del corpo dei suoi colleghi… pezzi e sangue ovunque… il giudice a terra senza le proprie braccia e le proprie gambe giaceva annerito sul marciapiede accanto al portone d’entrata della sua cara mamma… Lucia la figlia del giudice, oltre a voler vedere pochi minuti dopo suo padre a terra straziato da una montagna di esplosivo, volle ricomporlo nell’obitorio concludendo questi terribili giorni con un esame all’università appena due giorni dopo la strage.

Quella strada continua ad essere chiusa da un parcheggio privato e da un muro quasi invalicabile… tutto ciò sembra rappresentare alla perfezione quello che dopo 20 anni persiste… un muro invalicabile… un muro dove sono ancora visibili i fori dei pezzi di carrozzeria che conficcatisi nel cemento sono rimasti li, ben piantati, quasi a monito di ciò che era accaduto. A 20 anni di distanza,quando sembravano finalmente aprirsi porte molto importanti, quando la certezza di aver infilato nella toppa la chiave giusta, qualcuno dall’altra parte infila la chiave e nel suo abito blu, senza nessun rimorso, tiene la porta ben serrata… mentre i giudici di Caltanissetta e Palermo provano a girare la chiave in senso antiorario, qualcuno dalla parte opposta serra di nuovo la chiusura.

Da una parte la giustizia, la voglia insaziabile di verità, dall’altra chi ad ogni giro di chiave per aprire torna a serrare questa fondamentale stanza buia della nostra storia repubblicana… ma oggi finalmente,abbiamo capito… oggi dopo che da quell’uscio appariva un flebile luce abbiamo riconosciuto un pò tutti chi continua a impedire che questa porta finalmente venga spalancata… ma quello che sconvolge tutto il paese, soprattutto chi si aspettava facce truci o tipici atteggiamenti da malavitoso, è che si deve ricredere avendo riconosciuto un assurdo e sconvolgente doppiopetto, con intorno uomini molto alti e vestiti con una strana corazza.

Io ricordo 19 anni fa di aver prestato servizio dentro quelle mura da allievo ufficiale dell’esercito italiano e di aver riconosciuto più volte un uomo calvo in quegli anni con una sciarpa bianca… come ricordo di una bandiera tricolore a cui tutti compreso quell’ominicchio dovevano mettersi sull’attenti… all’ingresso di questo palazzo sulla destra c’è il più alto grado delle istituzioni italiane, la bandiera del Quirinale. Oggi da dentro quelle mura impenetrabili, che rappresentano il massimo delle istituzioni della Repubblica, si chiude ogni speranza di verità…la verità di ciò che quel terribile pomeriggio di 20 anni fa,accadde in quella “terra bella e disgraziata”…la verità non si deve svelare…non deve venir fuori.

Come accadde in una piccola e buia stradina del centro di Roma Via Caetani, tra le sedi della politica italiana 35 anni fa, la “ragion di Stato” va sopra ogni verità, va sopra ogni libertà, sopra ogni democrazia… chi dovrebbe aprire le porte alla verità, alla luce della democrazia, le ha serrate con le proprie azioni, con le proprie priorità… prima di tutto preservare lo Stato… per la verità non è il momento…

Oggi mi vergogno di essere italiano,ma soprattutto di essere rappresentato da un “omuncolo” quale è il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

MassimilianoDiPillo

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