Agenda Grillo – L’Euro? Decidano i cittadini

by • febbraio 11, 2013 • ProgrammaComments (3)1139

thn_39729Esistono persone libere e persone che libere non sono. Persone che esercitano la propria attività con competenza e persone meno competenti. Esistono persone che dicono ciò che pensano e altre che dicono ciò che conviene loro. Così è anche per gli economisti.

Le teorie economiche sono molte, diverse, talvolta confliggenti l’una con l’altra. In un paese culturalmente sano e liberamente informato non esiste il pensiero unico se non su pochi principi assolutamente basilari e fondanti. E così dovrebbe essere anche nei temi economici e per una nazione come l’Italia nella quale tuttavia la libertà di informazione non è in linea con gli standard occidentali. La classifica di “Reporter senza frontiere” sulla libertà di stampa (http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/rsf-1-classifica-libertc3a0-di-stampa-2011-2012-report-generale.pdf) pone infatti l’Italia al 61° posto nella classifica mondiale, più vicina alle posizioni di alcuni paesi ex sovietici che a quelle
delle nazioni di lunga tradizione democratica, mentre altre classifiche ci posizionano addirittura più in basso.

Quindi è facile immaginare che in un paese non liberamente informato la percezione di una buona parte della popolazione su determinati temi sia in qualche modo pilotata da chi detiene il potere, anche se alcune persone libere di informarsi sulla rete o altrove cominciano a nutrire sospetti circa la vulgata dominante. E così sia anche per la questione dell’euro.

Negli ultimi tempi anche in Italia, utilizzando principalmente canali informativi pluralisti e non controllabili quali la rete, la piccola editoria, la convegnistica, l’università, si sono affiancate e contrapposte all’imperante ideologia del liberismo incondizionato una serie di teorie economiche alternative, sostenute da economisti di spessore quali Joseph Stiglitz (Nobel per l’economia nel 2001), Paul Krugman (nobel per l’economia nel 2008), Martin Feldstein (professore di economia ad Harward), Nouriel Roubini (già consulente economico di Bill Clinton e docente alla New York University) che propongono visioni del futuro e ricette macroeconomiche che puntano in direzioni diametralmente opposte
a quelle sin qui seguite dai governi, visioni che tornano a mettere al centro dello scenario economico l’uomo, il suo lavoro e il suo benessere restituendo al capitale e alla finanza il ruolo meramente strumentale che loro compete.

E si inizia a parlare del fatto che l’Italia sia stata fatta entrare nell’eurozona fingendo di credere che avesse i parametri economici allineati con quelli degli altri partner europei (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-10/spiegel-times-accusano-italia-144326.shtml?uuid=AbvJDcaF , http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/spiegel-litalia-entro-nelleuro-trucchi-contabili-kohl-sapeva/220003/) perché la Germania temeva lo scenario che si sarebbe creato con un’Italia fuori dalla moneta unica: la temibile concorrenza nelle esportazioni di una nazione con il terzo apparato produttivo d’Europa ma con una moneta debole.

Io non so con certezza se rimanere nell’eurozona sia un bene o sia un male per l’economia di noi cittadini, se i vantaggi di stare dentro siano maggiori rispetto allo starne fuori, se i rischi di riprenderci la nostra moneta nazionale siano maggiori o minori delle opportunità. So solo che abbiamo barattato la lira con l’euro perché chi ci ha governato ha detto che per noi cittadini sarebbe stato un bene. Poi però mi sono reso conto che per anni i governi hanno operato le scelte più opportune per la finanza, le banche, le multinazionali e non per i cittadini. E so che in un modo o nell’altro la crisi economica mondiale è stata generata dalle manovre poco chiare degli stessi soggetti.

Promuovere oggi un referendum sull’uscita dall’euro significa proporre ai cittadini di affrontare una fase di verifica delle scelte macroeconomiche fatte per anni in nostro nome dai governi di destra e di sinistra che si sono succeduti. Significa che ogni cittadino dovrà crescere un po’, informarsi, appropriarsi delle nozioni di base e della terminologia, ascoltare e decrittare le varie teorie macroeconomiche, cercare di capire, imparare a scegliere.

E vista l’infima qualità del lavoro svolto negli ultimi vent’anni dai nostri rappresentanti politici e la scarsa propensione di questi ad immedesimarsi nell’interesse pubblico piuttosto che in quello privato del migliore offerente, penso che sia uno sforzo di verità e di chiarezza che dobbiamo a noi e ai nostri figli.

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3 Responses to Agenda Grillo – L’Euro? Decidano i cittadini

  1. tempesta2013 scrive:

    Anche io non so ancora se sia meglio restare nell’euro oppure uscirne. però propongo al M5S di affrontare questo tema, partendo dall’analisi e dalla conoscenza effettiva dei trattati.
    Assumendo la conoscenza dei trattati comunitari, ci appariranno chiare le logiche e gli scopi effettivi della moneta unica. Prima di arrivare al referendum, si dovrebbe fare una capillare azione di informazione sui contenuti dei trattati. Se non li conosciamo, ci sarà immancabilmente una predominanza dell’informazione di regime con il rischio che un referendum ci inchiodi definitivamente alla bara della perdita della sovranità nazionale e della democrazia costituzionale. Questo è un tema vitale e delicato. Auspico che il M5S voglia affrontarlo con estrema intelligenza e prudenza. Se poi osserviamo ciò che è stato fatto alla Grecia, mi viene da urlare che l €. non è la “mia” moneta. Che logica demoniaca sottende un unione che costringe un intero popolo alla fame? Che non si ferma davanti all’impossibilità di curare uomini donne e financo bambini? Che senso ha un sistema economico che umilia un intero popolo come sta avvenendo con la Grecia? E se domani questo dovessero farlo a noi? E se lo hanno fatto una volta perchè non dovrebbero continuare a farlo, i segnali ci sono tutti e sono evidenti a chiunque di noi li voglia vedere. Inoltre credo che il M5S, dopo le elezioni deve porsi seriamente il problema della Grecia, perchè “nessuno deve restare indietro” nessun cittadino europeo. CORRI FORREST !!!!!!!!!!!!!

  2. tempesta2013 scrive:

    DA AMNETY INTERNATIONAL:
    E tutto grazie ad Amnesty International.
    Faccio delle telefonate e mi butto in rete a caccia di notizie. In Italia, nulla. In giro per l’Europa, anche.
    Notizie strabilianti in Sudamerica, in Canada, in California e sembra dovunque tra i bloggers scandinavi e nord settentrionali che scrivono nelle loro lingue.
    Descrivono e raccontano qualcosa che sta accadendo in questi giorni di cui a nessuno è stata detta neppure una parola, né a Roma, né a Berlino, né a Parigi né a Londra. Tantomeno a Madrid.
    Parlano della Grecia.
    Ma in termini nuovi.
    Nel senso che riferiscono di una società ormai collassata, al limite della guerra civile, ormai precipitata nel baratro, sulla cui attuale realtà è stato steso un osceno velo di totale censura per impedire che le notizie vengano usate in campagna elettorale in Italia e diffuse in Spagna dove sta esplodendo la tangentopoli iberica delle banche corrotte e Rajoy ha già fatto sapere a Bruxelles che là a Madrid si corre il rischio di veder la situazione sfuggire al controllo.
    La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.
    Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.
    Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali
    Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.
    E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.
    Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, , la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.
    Silenzio assoluto.
    Nessuna risposta.
    Censura totale.
    Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale.
    Ecco qualcosina che ho trovato in rete.
    Grecia: anarchici torturati, Amnesty chiede un’inchiesta.
    .
    Emergono particolari scioccanti sul caso dei quattro giovani arrestati sabato e torturati dalla polizia ellenica. Lo scandalo supera i confini nazionali e Amnesty International punta il dito contro Atene.
    Anche Amnesty International, in una nota diffusa ieri, ha chiesto l’apertura di una inchiesta sulle torture inflitte dalla polizia ellenica a quattro giovani arrestati lo scorso 1° febbraio 2013, perché sospettati di aver partecipato alla rapina di una banca di Kozani, nel nord della Grecia.

  3. Giuseppe scrive:

    Non c’è tempo di fare un referendum.
    Il massacro di stampo greco è già iniziato anche da noi e non potrà avere fine senza il recupero delle scelte di politica monetaria e fiscale, quindi senza l’uscita totale dai trattati europei e dalla moneta unica.
    Non è questione di diverse teorie economiche, è solo questione di ricordare che cosa E’ GIA’ SUCCESSO decine di volte in condizioni simili. Il caso più famoso è l’argentina ma ce ne sono altri.
    Privando gli stati degli strumenti base per affrontare gli squilibri macroeconomici, la sola conseguenza possibile è l’amplificarsi degli squilibri, con crollo definitivo dell’economia.

    E’ da tempo che affronto il tema sul forum del gruppo di montesilvano. Per chi ha voglia di dare un’occhiata, ho messo tanti link succosi:
    http://www.montesilvano5stelle.it/index.php/kunena/bar/33-il-tramonto-dell-euro

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