Agenda Grillo – Voto obbligato per i ddl di iniziativa popolare

by • febbraio 6, 2013 • ProgrammaComments (0)693

thn_39729A volte ci tocca combattere per difendere i nostri diritti anche quando le leggi che dovrebbero difenderli esistono già.

La Costituzionale Italiana prevederebbe un istituto di democrazia diretta denominata “iniziativa legislativa popolare”. Parlo al condizionale perché i nostri parlamentari evidentemente o non la conoscono o non la ritengono degna di nota.

Si tratta di una forma di democrazia diretta dei cittadini che evidentemente non piace tanto ai nostri cari parlamentari ma talmente importante che i padri costituenti, per sancirne la rilevanza, decisero di inserirlo direttamente nella legge suprema dello Stato, la Costituzione Repubblicana. Infatti il secondo comma dell’art. 71, recita:

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Con queste premesse ci si aspetterebbe come minimo un po’ di rispetto e invece dopo aver raccolto 350.000 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare nata dal primo V-Day le abbiamo consegnate nel tetro palazzo dove vive la casta e abbiamo iniziato ad aspettare che questa proposte venisse semplicemente discussa in aula. E la Casta cosa ha fatto di quei disegni di legge sottoscritti da così tanti cittadini? Li ha esaminati? Li ha valutati? Li ha approvati? Li ha bocciati? No, semplicemente li ha ignorati, fino a farli scadere come uno yogurt!

Se i nostri parlamentari avessero avuto rispetto delle 350.000 firme raccolte oggi avremmo le preferenze e quindi la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti e mandare a casa i candidati impresentabili; e invece…

Se i nostri parlamentari avessero avuto rispetto delle 350.000 firme raccolte oggi avremmo l’incandidabilità dei condannati e quindi non avremmo nelle liste candidati quanto meno discutibili; e invece…

Se i nostri parlamentari avessero avuto rispetto delle 350.000 firme raccolte oggi avremmo il vincolo delle due legislature e quindi non avremmo nelle liste i soliti noti, quelli attaccati alla poltrona da decenni; e invece…

E invece i nostri parlamentari hanno lasciato marcire in un cassetto la nostra proposta mentre a darci ragione è addirittura il Parlamento Europeo che il 25 ottobre 2011 scorso ha approvato una risoluzione che al paragrafo 35 recita:

il Parlamento Europeo si impegna a stabilire norme per assicurare l’incandidabilità al Parlamento europeo di persone condannate con sentenza passata in giudicato per reati di partecipazione a organizzazioni criminali o tipicamente commessi nell’ambito delle stesse (come la tratta di esseri umani, il traffico internazionale di stupefacenti, il riciclaggio di denaro, la frode, la corruzione e l’estorsione); chiede agli Stati membri di stabilire norme analoghe per le elezioni nazionali e locali.

Ancora una volta “ce lo chiede l’Europa” vale solo quando devono levarci qualche diritto. Ma la pacchia è finita.

Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

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