AVEVANO FRETTA DI ANDARE A PRANZO

by • marzo 10, 2017 • Commercio e politiche lavoro, Controinformazione, Legalità, locali, nazionali, NewsComments (0)346

AVEVANO FRETTA DI ANDARE A PRANZO

Una maxi operazione della Guardia di Finanza ha smantellato una banda specializzata in ricettazione, contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi. 41 persone denunciate. 10 arresti. Laboratori clandestini, “distretti industriali del falso” ed un sodalizio criminale strutturato secondo un modello organizzativo “piramidale”. Tutto nell’area dell’ex mercatino nei pressi della stazione di Pescara e da cui sono partite le indagini durate due anni. Una notizia che rivela come la città di Pescara sia diventata un nodo strategico e sensibile di un sistema di malaffare dietro al quale gli inquirenti sospettano la presenza della camorra.

Ecco perché – ancora di più – la scelta di spostare la medesima area mercatale a pochi passi dal luogo oggetto delle indagini, e per giunta in un sottopasso della stazione, è semplicemente assurda, rischiosa, prima ancora che inefficace rispetto alla necessità di sradicare un sistema di illegalità ormai cronicizzato ed evidente. Una decisione profondamente sbagliata del PD e di Sinistra Italiana perché non garantisce l’integrazione e la dignità degli individui ponendoli invece in una sede squalificante per qualsiasi operatore commerciale, perché risulta fallimentare nel rapporto costi-benefici e perché non supportata da alcuna regolamentazione di tempi e strategie di verifica e controllo su lavoro, sicurezza e legalità.

Ecco perché abbiamo sempre detto NO all’estemporanea proposta del centrosinistra, proponendo da novembre 2015 un’alternativa (approvata anche dal Consiglio Comunale): integrare, nei mercati esistenti o in mercati sperimentali aperti tutti, gli operatori che, con posizioni amministrative in regola e con titoli abilitativi necessari per l’esercizio dell’attività commerciale, avessero voluto esercitare l’attività nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie, dei requisiti di sicurezza ed adempiendo, inoltre, agli oneri imposti dai regolamenti comunali sul commercio.

La Giunta Alessandrini oggi, non solo ha violato l’impegno preso, ma ha deciso di spendere ben 250 mila euro di soldi pubblici di un ente in predissesto, per la scelta sbagliata.

E quando questa mattina abbiamo chiesto di inserire almeno misure di controllo e di verifiche stringenti, davanti a noi il vuoto. Abbiamo chiesto di ragionare insieme per migliorare un nostro emendamento che andava in questa direzione.

22 anni di errori sotto le amministrazioni di destra e di sinistra.
Volevamo lavorare affinché questo non si ripetesse.
MA LORO AVEVANO FRETTA DI ANDARE A PRANZO.

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