Colle dei Nidi. La guerra è appena iniziata

by • novembre 25, 2013 • Ambiente, Argomenti, Iniziative, locali, Manifestazioni, News, VideoComments (1)1733

Ieri, nonostante piovesse e fosse domenica pomeriggio, eravamo in centinaia a Teramo in difesa della nostra splendida terra. Movimento 5 Stelle e associazioni come WWF, Abruzzo Social Forum, NoTriv e Confederazione Italiana Agricoltori. Un corteo che non è stato solo una sterile manifestazione di protesta ma un occasione di confronto e di approfondimento di una tematica a cui siamo particolarmente sensibili. Infatti al termine del corteo si è svolta una tavola rotonda tra associazioni e i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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All’inizio della tavola rotonda abbiamo ascoltato la lettera aperta che il Presidente Chiodi ci ha inviato e alla quale i relatori hanno già risposto durante i lavori in un assiepatissima sala dell’hotel Abruzzi. Ma andiamo per ordine, questo un estratto della lettera e le relative risposte:

Buonasera a tutti i partecipanti,
vi ringrazio per l’invito ricevuto, e mi rammarico per non poter essere con voi a questo interessante confronto che auspico, alla sua conclusione, possa servire a chiarire, una volta per tutte, la mia posizione e quella del Governo regionale, riguardo il delicatissimo tema della salvaguardia e difesa del nostro territorio dalla attività di ricerca e coltura degli idrocarburi liquidi. Chi mi conosce, chi conosce la mia storia politica, sa quanto sia sensibile a queste problematiche. 

Davvero? Ecco il suo “simpatico” commento alla notizia che saremmo arrivati anche sotto le finestre di casa sua. Clicca qui

[...]E’ stato il mio governo che, con determinazione, è riuscito a scongiurare l’insediamento del Centro oli. Di più. Per impedire in maniera definitiva qualsiasi tipo di attività estrattiva sulla terraferma, siamo stati la prima Regione, ad aver approvato una legge (LR 48/2010) che di fatto vincola tutte le aree a rischio sismico, parchi, riserve naturalistiche, suoli adibiti a coltura di prodotti di qualità (olio e vino ad esempio). 

«la minaccia del Centro Oli non è stata sventata. Quel titolo minerario è ad oggi vigente. Inoltre la legge regionale è uno scolapasta nei cui buchi entra di tutto. Non introduce alcun divieto, ma solo alcune incompatibilità “tendenzialmente” assolute per alcune aree e più facilmente superabili per altre. Il territorio regionale è oggi tutt’altro che inviolabile. Se Ombrina Mare 2 è risorta è grazie all’art. 35 del Decreto Sviluppo su cui anche il Centrodestra (esclusa la Lega) ha votato, a favore assieme al Centrosinistra (tranne Idv).»
Enrico Gagliano, Coordinamento Nazionale NO TRIV

[...]Farò tutto il possibile per difendere la nostra costa, statene certi.

«E poi meglio non tornare sulla storia delle note del Ministero dell’ambiente mai pervenute al protocollo della Regione ed alla tardiva trasmissione delle osservazioni della Regione al Ministero»
Enrico Gagliano, Coordinamento Nazionale NO TRIV

Puoi anche leggere questo articolo di Gianluca Vacca che spiega quanto il Presidente Chiodi sia stato attento

Dobbiamo scindere due ambiti: l’estrazione del petrolio, contro la quale la nostra posizione é netta e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la realizzazione di impianti per l’estrazione del gas, verso la quale siamo favorevoli, ma solo quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono.

Ecco cosa ne pensa la dott.ssa Maria Rita D’Orsogna

Solo pochi giorni fa abbiamo bocciato in commissione VIA regionale l’impianto di Bomba perché non è un semplice impianto di estrazione gas ma anche di stoccaggio e lavorazione.

«l’impianto di Bomba è stato bocciato in sede tecnica per altri 9 motivi oltre a quello indicato dal Governatore (subsidenza, violazione Piano Aria, ecc.). Era tecnicamente insostenibile»
Enrico Gagliano, Coordinamento Nazionale NO TRIV

I piccoli pozzi di estrazione del gas esistenti ad oggi non creano nessun impatto e nessun danno al territorio e alle popolazioni che vivono nei pressi, in questi quattro anni non ho ricevuto una sola istanza in merito. Vi invito ad andare a vederli per rendervi conto di persona di cosa si parla. 

Magari il Presidente dovrebbe farsi un giro in Basilicata prima di scrivere queste cose, ne parlavo giusto qualche giorno fa in questo post 

[...]Per l’intesa che abbiamo concesso e che ci viene criticata per le attività di ricerca in località “Colle dei Nidi”, tengo a precisare che per quanto riguarda l’area del territorio ricadente in Abruzzo, la Regione ha confermato l’intesa a due condizioni: solo ricerca di GAS come specificato nella richiesta della ditta e senza interventi sul territorio (sostanzialmente si tratta di acquisto di indagini già svolte da altre ditte che vanno rinnovati con un nuovo permesso di ricerca).

«l’intesa non è stata rilasciata dalla Regione a due condizioni, come invece si afferma nella lettera, e cioè: che la ricerca riguardi solo il gas e che avvenga senza interventi sul territorio. Ho seguito io stesso il ricorso e, avendo letto tutti gli atti del procedimento, posso dire che l’intesa è stata rilasciata dal dirigente e non dalla Giunta, né direttamente e neppure indirettamente. Non esiste alcuna delega in capo al dirigente. La DGR del 2003 che autorizza il dirigente a rilasciare le intese con lo Stato ha per oggetto la costruzione di un campo di calcetto a Catignano. A prescindere da quanto dichiarino le società petrolifere, il permesso di ricerca è sempre unico, nel senso che riguarda sempre gas e petrolio allo stesso tempo; del resto non potrebbe che essere così: si può sapere quel che c’è nel sottosuolo solo dopo aver cercato e non prima»
Enzo Di Salvatore, Prof. Diritto Costituzionale

[...]Cari abruzzesi, state certi, continuerò a lavorare, senza mai perdere d’occhio la nostra mission nel dare sostegno e valorizzazione ai comparti agroalimentare e turistico che rappresentano due punti cardine della nostra economia e verso i quali convogliamo quotidianamente attenzione e risorse.

«le società petrolifere hanno un permesso di ricerca in tasca e possono cercare gas e petrolio con qualsiasi tecnica anche invasiva, eccezion fatta per il pozzo esplorativo (per il momento). In ogni caso questo non esclude che esse possano chiedere l’occupazione dei fondi già in fase di ricerca, come è accaduto di recente con un permesso di ricerca in provincia di Ravenna. Ciò comporta l’indisponibilità dei terreni da parte degli agricoltori.»
Enzo Di Salvatore, Prof. Diritto Costituzionale

[...] Noi la nostra bella regione l’abbiamo difesa, la difendiamo e la difenderemo, potete starne certi.

Gianni Chiodi

Certo caro Presidente, intanto ieri in corteo c’eravamo solo noi!!!! Lei dov’era?

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One Response to Colle dei Nidi. La guerra è appena iniziata

  1. Francesca Lippi scrive:

    Continuiamo a remare contro, a dire sempre di no, a bloccare qualunque progetto industriale, così decretiamo la morte del Paese. In Italia sono centinaia i progetti industriali bloccati dai comitati locali: http://www.goccediverita.it/lindustria-italiana-cambia-tutto-per-non-cambiare-niente/
    In questo modo l’unica cosa che resta sono l’emigrazione e la povertà. Lo volete capire che turismo e agricoltura non possono bastare a dare lavoro a tutti e non sono in contraddizione con gli idrocarburi? E’ necessario uno sviluppo coordinato e armonico di tutte le possibilità offerte dal territorio!

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