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COMUNICATO STAMPA SU DE FANIS

by • novembre 12, 2013 • Comunicati, locali, NewsComments (0)1084

Apprendiamo, oramai non più con sorpresa ma con rassegnazione, dell’ennesimo arresto che colpisce un componente della nostra attuale classe dirigente. Questa volta è il turno dell’Assessore Regionale Luigi De Fanis, oltre che della sua segretaria particolare e di due dipendenti di Regione Abruzzo.

Mentre le scuole cadono a pezzi, mentre nella Biblioteca Regionale di Pescara si raccoglie l’acqua piovana con pentole e catinelle, mentre la Biblioteca Provinciale di Chieti attende ancora di essere ricostruita dopo il crollo avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2005, l’Assessore Regionale alla Cultura viene arrestato per concussione, truffa aggravata e peculato legati all’erogazione dei contributi regionali per l’organizzazione degli eventi.

Politico di lungo corso De Fanis si è occupato, per delega del Governo regionale, tra le altre cose, di quella che dovrebbe essere una delle maggiori risorse per Regione Abruzzo: la cura, lo sviluppo e la promozione dei Beni Culturali. Settore estremamente trascurato e su cui molto si potrebbe fare in tema di razionalizzazione delle risorse finanziarie, tagli agli sprechi e agli stipendi degli alti dirigenti, senza dimenticare la necessità di un piano di rilancio del turismo volto a sfruttare le innumerevoli e dimenticate risorse culturali che conta Regione Abruzzo. Attualmente l’Assessore De Fanis ricopre anche l’incarico di Consigliere comunale ad Atessa, un doppio incarico dunque, in perfetto stile “casta”.

Non vogliamo pensare male, ma gli episodi su cui si dovrebbe fare chiarezza sono diversi e riguardano l’intera attività della Giunta regionale. Appena una settimana fa il cittadino deputato Gianluca Vacca presentava un’interrogazione per chiedere al Ministro Carrozza di avviare una verifica sulle graduatorie che Regione Abruzzo ha trasmesso al Ministero dell’Istruzione circa l’effettiva corrispondenza alle finalità del finanziamento di progetti di messa in sicurezza, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Ciò perché, dagli atti pubblicati dalla Regione, non è possibile evincere in che modo e con quali criteri detti finanziamenti siano stati attribuiti all’una o all’altra istanza e in base a quale tipologia di intervento.

Rimaniamo perplessi quando apprendiamo che il 60% dei fondi messi a disposizione dallo Stato sono destinati a edifici scolastici di una sola provincia, quella di Teramo (quella del Presidente Chiodi). Verrebbe da pensare: al capo il malloppo, ai gregari le briciole.

Ma tornando al caso De Fanis, questo gravissimo episodio è l’ennesimo esempio di mala gestio della cosa pubblica da parte della vecchia politica, è il sintomo di una classe dirigente avulsa dalle reali necessità del territorio e tesa al mero profitto personale. E’ l’ennesimo segnale che anche in Abruzzo dobbiamo combattere contro il malcostume, la corruzione e l’indifferenza di chi ci Governa per riappropriarci delle nostre risorse naturali, paesaggistiche, culturali e turistiche.

E’ ora di spezzare questa catena, è tempo di mandarli tutti a casa! Fortunatamente questa occasione è imminente, le elezioni regionali sono vicine!

Cogliamo l’occasione per invitare il Presidente Chiodi ad indire le elezioni il più presto possibile, altrimenti vi è il rischio che a maggio non vi saranno più assessori “non indagati o non arrestati”!

Siamo sempre più vicini!

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