Disastri inevitabili?

by • dicembre 3, 2013 • Ambiente, Argomenti, locali, News, Riflessioni a 5 StelleComments (1)999

Di nuovo un emergenza, di nuovo morti, di nuovo danni. Ma siamo proprio certi che queste cose siano inevitabili? Qualcuno ha notato che questi fenomeni atmosferici sono sempre più frequenti? Qualcuno ha capito che ormai dobbiamo considerarli normali?

Certo, ha piovuto tanto ma è mai possibile che non si impari mai niente dalle cose che ci accadono? Basterebbe fare due conti per vedere che dal 1944 ad oggi il costo complessivo dei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni è pari a 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi all’anno. Invece di buttare dalla finestra questa montagna di soldi perché non investirli in prevenzione? Le regioni hanno stimato un costo di 40 miliardi per mettere in sicurezza il territorio, il governo ha stanziato solo 180 milioni per i prossimi 3 anni. Quanti morti, quanti danni ci saranno a seguito di questa sottovalutazione del problema? Aspetteremo il prossimo disastro e faremo i conti, piangeremo i morti (3994 solo dal 1963 al 2012) e ci chiederemo di nuovo come possano succedere queste cose come se fosse la prima volta. Ma non è la prima volta e nemmeno l’ultima purtroppo quindi è arrivato il momento di agire.

In Abruzzo, sono ben 258 le località abitate instabili
l’85% dei comuni Abruzzesi e’ a rischio frane, alluvioni ed erosioni
oltre il 12% del territorio regionale e’ interessato da dissesti
Nicola Tullo, presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo

E’ questo il motivo perché dobbiamo mettere la riqualificazione del territorio al centro delle priorità del prossimo governo regionale. Dobbiamo farlo anche perché questi investimenti creerebbero un gran numero di posti di lavoro, non quelli finti della petrolizzazione, ma quelli veri che salvano la vita alle persone.

E lo stesso deve essere per la prossima amministrazione comunale. E’ la prima volta che Pescara si allaga? Sentiamo i proclami dei politici da sempre ma il risultato è sempre lo stesso. Tremo al pensiero di cosa poteva succedere se questa cosa fosse successa qualche mese fa, prima del tardivo dragaggio del fiume. La manutenzione dei tombini e dei canali che dovrebbero far defluire le acque è sotto gli occhi di tutti come i danni creati alla popolazione e alle attività economiche e produttive. Chi non ha fatto manutenzione e prevenzione si faccia l’esame di coscienza perché è tutta colpa sua.

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