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E’ AVVENUTA DAVVERO

by • marzo 14, 2018 • Controinformazione, locali, News, UncategorizedComments (0)462

E’ avvenuta davvero.
La ri-nomina ad assessore del Comune di Pescara di uno che è stato assessore fino a 7 mesi fa e che era stato, anche poco gentilmente, accompagnato fuori dalla porta del Comune.
Un eletto nel PD cacciato proprio dal PD.
Si doveva far posto ad uno di una lista civica di maggioranza, che in giunta voleva uno della propria famiglia, e hanno scelto la famiglia al posto della democrazia.

Passano 7 mesi. Un assessore tecnico mette insieme una gran mole di lavoro (il masterplan, il PGTU, il piano della mobilità ecc.) che tutti i membri di giunta e maggioranza conoscevano e avevano condiviso. Poi arrivano le elezioni politiche, il PD straperde, prendendo il 13% delle preferenze, e immediatamente le scelte del tecnico diventano quelle di un uomo solo.
Ed il PD che fa? Uno spettacolo pirotecnico: butta via il tecnico, tiene il “rappresentante della famiglia” e richiama lui, il defenestrato.

E lui, fulgido esempio di coerenza, a cui le poltrone proprio non interessano, accetta.
Dopo la defenestrazione, dopo aver declamato pubblicamente l’incapacità del sindaco a fare il sindaco, l’incapacità del PD ad essere un partito “democratico”, l’incapacità di tutta una classe dirigente a fare il proprio lavoro, dopo aver – fino a 3 giorni fa – condiviso i comunicati stampa di quelli della sua stessa corrente politica che chiedevano dimissioni ad ogni esponente del PD che veniva loro in mente, compresi presidente della giunta regionale, presidente della provincia e sindaco del capoluogo adriatico, dopo essersi lui stesso sospeso dal PD, lui, proprio lui, torna a fare l’assessore con il suo sindaco PD.

Questo a mio avviso prova tre cose: che queste sono persone inaffidabili, che quando parlano non credono ad una parola di quello che dicono, e, poveri noi, che sono tutti senza uno straccio di dignità.

Lo sapevamo già, ma siamo portati per natura a pensare che ci sia un limite a tutto, invece sembra di no.
E la mia speranza – ed il nostro impegno – sarà quello che non ci sia più spazio per loro, che i cittadini diventino consapevoli di questi distorti meccanismi che rappresentano qualcosa che non è politica, ma assomiglia più alla presa per i fondelli.
E che quel 13% la prossima volta per il PD, e quelli come loro, diventi una vetta inarrivabile.

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