E’ BASTATO DIRE NOMI E COGNOMI.

by • giugno 10, 2017 • Argomenti, Controinformazione, locali, NewsComments (0)176

È bastato dire nomi e cognomi e si è scatenato il putiferio. Destra e sinistra hanno chiesto – con insistenza – al presidente del consiglio di dichiarare inammissibili i nostri emendamenti. Tutto pur di non consentirci di ricordare con esattezza quello che è avvenuto.

Queste sono le dichiarazioni comparse sulla stampa all’interno del caso “parentopoli” scoppiato a Pescara e che questa mattina abbiamo fatto mettere a verbale:
1. Cittadina recatasi in Comune: «Ho fatto la scrutatrice per vent’anni e mi hanno fatto fuori per metterci la figlia di Del Vecchio.»
2. L’ex Vice Sindaco di Pescara Enzo Del Vecchio: «Ho segnalato all’ufficio elettorale otto persone. Tre disoccupati e cinque studenti tra cui, purtroppo, anche mia figlia e una sua amica» e a domanda del giornalista su una chiamata del Presidente di Regione D’Alfonso dichiara «Mi ha detto “sistemami ’sta cosa. Io gli ho risposto “Non la posso sistemare, la frittata è fatta».
3. Assessore Laura Di Pietro: «Diciamo che ogni assessore ne segnala 8-9».
4. Il componente del gruppo consiliare del Partito Democratico e Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli: « [...] Anche a me sono arrivate richieste, qualcuno l’ho indirizzato io, ma il politico è solo la scorciatoia per non fare la fila all’ufficio elettorale. Discorso di opportunità è se poi ci si mette un parente».
5. Il Consigliere Comunale Massimo Pastore del gruppo consiliare “Pescara in Testa”: « [...] Resta il fatto che tra i politici e i consiglieri c’è chi ne abusa e chi no».
6. Il Consigliere Comunale Giuseppe Bruno, componente del gruppo consiliare Liberali – Centro Democratico – Popolari: «Ogni Consigliere ne indica dieci all’ufficio elettorale, ma già un mese prima delle elezioni ti iniziano a tartassare di telefonate».
7. Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale Berardi, componente del gruppo consiliare Pescara Insieme Bene Comune: «Lo ammetto, anche io ho indicato miei parenti per il ruolo di scrutatori al referendum».

Fatevi voi una vostra opinione.

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