Eliminiamo la tassa sulla “Non-pubblicità“

by • marzo 25, 2015 • Argomenti, Commercio e politiche lavoro, Comunicati, Comunicati, locali, NewsComments (1)1097

Il m5s propone un impulso concreto al commercio eliminando un’imposta non dovuta ed alleggerendo l’iter burocratico per l’autorizzazione delle insegne d’esercizio 

M5s su commercio Pescara: “eliminiamo l’incredibile tassa sulla ‘non-pubblicità‘

A causa di un’errata interpretazione del regolamento Cosap, la tassa di soprassuolo che deve essere destinata esclusivamente a cartelloni e mezzi pubblicitari, sarebbe stata applicata per anni anche alle insegne d’esercizio che secondo il regolamento sulla pubblicità non sono invece considerate pubblicitarie.

 

 

Il movimento 5 stelle presenta una proposta di deliberazione per eliminare quella che i pentastellati definiscono l’incredibile “tassa sulla non-pubblicità“ applicata alle insegne d’esercizio.

La denuncia e la relativa proposta del m5s di Pescara arriva in seguito ad una scoperta che i pentastellati hanno fatto confrontando il regolamento sulla pubblicità con quello sull’occupazione del suolo pubblico (COSAP – canone occupazione di spazi ed aree pubbliche ) in merito proprio alle imposte applicate alle insegne d’esercizio.

<Gli uffici comunali per prassi consolidata chiedono un’istanza di occupazione del suolo pubblico permanente anche alle insegne d’esercizio> afferma la capogruppo m5s Enrica Sabatini <ovvero quelle insegne che si limitano ad indicare l’attività commerciale svolta e che in quanto tali non dovrebbero prevedere alcuna imposta appunto “pubblicitaria”, né alcun canone per l’occupazione di spazi pubblici che é destinato infatti esclusivamente a specifici cartelloni o altri mezzi pubblicitari>.

“L’inghippo” sarebbe infatti legato, secondo il movimento 5 stelle, al fatto che le insegne d’esercizio sono state tassate per anni anche se considerate non pubblicitarie dal regolamento della Pubblicità ed anche se non incluse nel Piano generale degli impianti pubblicitari in cui vengono indicati gli specifici cartelloni e mezzi pubblicitari sottoposti alla tassa di occupazione.

<I cartelloni e gli altri mezzi pubblicitari che devono essere soggetti a canone per l’occupazione di spazi pubblici> afferma l’architetto Giampiero Lettere consulente ed attivista del M5s <vengono definiti dal Piano generale degli impianti pubblicitari e le insegne d’esercizio non sono considerate all’interno di quest’ultimo, come si evince dall’art 47 comma 1 del suddetto Piano, quindi non devono essere soggette a canone>.

Secondo entrambi i regolamenti (Pubblicità e Cosap) nessuna imposta sarebbe quindi dovuta per le specifiche insegne d’esercizio.

Nella realtà però il Comune, per un’errata interpretazione secondo i pentastellati dell’art 19 comma b del Cosap, richiede l’istruttoria di occupazione del suolo pubblico permanente anche per le insegne d’esercizio ed obbliga così il cittadino a pagare 110 euro, 7 Marche da bollo da 16 euro, 200 euro di registrazione del contatto all’agenzia delle entrate ovvero un totale di 675 euro quando invece, secondo i consiglieri m5s, dovrebbe essere richiesto solo un costo di 75 euro per la pratica edilizia CIAEL tra diritti di istruttoria e segreteria.

<Per decine e decine di anni si é fatta pagare ai commercianti un’imposta sulle insegne d’esercizio che noi riteniamo non dovuta> affermano i consiglieri m5s <una tassa sulla pubblicità “mascherata” da imposta sull’occupazione del suolo pubblico. Dopo la tassa sull’ombra, siamo di fronte ad un’imposta sulla “non-pubblicità” dal momento che la tassa sull’occupazione del soprassuolo permanente è stata applicata anche per le insegne d’esercizio che non sono pubblicitarie, come indicato dal regolamento stesso della pubblicità, e che quindi dovrebbero essere assolutamente esenti da tale pagamento>.

La proposta del m5s è quella di integrare l’art. 19 comma b del regolamento comunale per l’applicazione del canone sull’occupazione di spazi ed aree pubbliche con una specifica esclusione per le insegne d’esercizio così come indicato nel regolamento sull’imposta pubblicitaria all’art 22 comma 4. Ciò creerebbe una coerenza tra i due regolamenti e eviterebbe errate interpretazioni.

<La nostra é una proposta pragmatica che sgrava gli esercenti della città di Pescara da una tassa mal tollerata e mal compresa> conclude la capogruppo m5s Sabatini <e che rappresenta un impulso concreto al commercio, un sicuro alleggerimento degli uffici comunali ed un segnale importante di attenzione e di risparmio per quello che è da sempre il cuore della nostra città: il commercio>.

Movimento 5 stelle Pescara

 

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