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I CADAVERI DI LAMPEDUSA E L’ERITREA… UNA DITTATURA DIMENTICATA.

by • ottobre 20, 2013 • Riflessioni a 5 StelleComments (0)831

siamo ancora lontani dal conoscere il numero esatto della tragedia

di pochi giorni fa all’isola dei conigli di Lampedusa,ma dei 127 cadaveri,quasi la totalità arriva da uno Stato dimenticato dal mondo intero…l’Eritrea…una dittatura nata dopo la guerra di indipendenza con l’Etiopia,e una nuova guerra civile che ha reso questo paese un campo di battaglia pressoché eterno… per questo una larga fetta della popolazione, affrontando un viaggio lunghissimo, pericolosissimo attraverso un deserto dei più terribili prova a dare una svolta alla propria vita,alla propria esistenza…basta guardare lo stemma del governo eritreo,per capire quanto sia impossibile continuare a vivere in quella lingua di terra che si affaccia nel mar Rosso…chi ha un nonno(come il sottoscritto) che negli anni del fascismo ha vissuto la guerra di occupazione italiana verso il corno d’Africa,ricorda racconti di città bellissime e piene di cultura…Massaua, Asmara, Assab ed altre città rappresentano un passato di umiliazioni per l’intera italia,costretta da un folle visionario a conquistare con qualunque mezzo compreso l’uso di gas Iprite, territori d’oltre mare… ed ecco arrivare la Libia, la Somalia e l’Etiopia che comprende l’Eritrea… oltre poche infrastrutture nate durante il periodo coloniale,ciò che abbiamo lasciato a costoro,è soprattutto quel simbolo in alto,sullo stemma governativo(nella foto),capace di produrre ciò oggi arriva sulle nostre coste,sul nostro territorio,tra la nostra gente…c’è chi ha provato a chiudere questo discorso a modo suo,rendendo la storia ancor più vergognosa dei 20 anni di domino politico italiano…anche questo caso il Caimano ci ha messo del suo,e questo articolo ce lo ricorda http://speciali.espresso.repubblica.it/interattivi/speciale-eritrea/)…forse

dopo aver letto questo articolo,qualcuno capirà perché questi poveri cristi,pur rischiando la morte,fuggono dalla loro amata terra…dal territorio che amano più ogni altra cosa al mondo,ma che oggi devono obbligatoriamente lasciare…venendo a morire sulle nostre spiagge, ai nostri piedi.

Massimiliano DiPillo
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