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Il futuro dell’Abruzzo secondo Chiodi

by • novembre 20, 2013 • Ambiente, Argomenti, Controinformazione, Iniziative, locali, Manifestazioni, NewsComments (3)1977

Ieri siamo stati al convegno annuale di Confindustria che titolava “Ora ripartiamo” e alla fine direi che a questa affermazione deve seguire una domanda: “Verso dove?”. E dopo il convegno qualche risposta l’abbiamo avuta soprattutto da Chiodi. Per il Presidente della Regione Abruzzo i ritardi delle opere sono della giustizia che è un freno per chi vuole fare.

«Ogni attività che ha a che fare con il comitato di valutazione di impatto ambientale o altro provvedimento autorizzatorio dà vita ad una inchiesta giudiziaria… Quasi sempre di fronte alle proteste della gente la magistratura si attiva e finché le inchieste non si concludono con un nulla di fatto si generano tensioni e situazioni di scarsa assunzione di responsabilità».
Gianni Chiodi

Sempre il Presidente si è lamentato del fatto che un giudice avrebbe sostenuto che il termovalorizzatore nuoce alla salute ed è contrario alla vocazione della regione. Bene prendiamo nuovamente atto che per chiodi i termovalorizzatori fanno bene alla salute e sono perfettamente in linea con la vocazione della Regione dei Parchi.

Perfino i cittadini sono finiti sotto il fuoco di fila del Presidente che parlando della possibile gestione della rete idrica da parte dei privati

«privatizzazione che in alcuni momenti aveva ipotizzato anche il centrosinistra, per me sarebbe un’opzione di buon senso»
Gianni Chiodi


Cari cittadini non capite niente, avete avuto l’ardire di votare si al referendum sull’acqua pubblica. Infine il doppio salto mortale sulla questione petrolio.

«Abbiamo fatto una legge che limita fortemente l’estrazione di petrolio perché non consideriamo vantaggioso questo futuro, ma per quanto riguarda la provincia di Teramo si tratta di ricerche meno impattanti e che riguardano il gas».
Gianni Chiodi


Un gioco di equilibrismo davvero maldestro visto che, tra l’altro, nella provincia di Teramo si tratta anche di concessioni petrolifere e non solo di gas come vorrebbe far credere il caro presidente.

Quindi per Gianni Chiodi il futuro dell’Abruzzo dovrà essere con meno controlli, meno giustizia, meno referendum e soprattutto più inceneritori e più petrolio

Volevamo anche noi dire qualcosa su che tipo di Abruzzo vogliamo per il futuro ma lo abbiamo potuto fare solo fuori della convention. Si perché il parlamentare Gianluca Vacca aveva chiesto di intervenire per fare qualche domanda in pubblico a Morandi (A.D. Medoilgas) ma tra “fraintendimenti” con l’organizzatore Michele Russo (Mirus) che non voleva “dispiacere il suo committente Confindustria” e bigliettini partiti e forse mai arrivati verso Nicola Porro moderatore dell’evento ci siamo dovuti accontentare di fare le stesse domande solo in privato e a telecamere rigorosamente spente.

Quello che vogliamo sapere è se il nostro futuro deve essere simile a quello della Basilicata che da qualche decennio è il più importante distretto petrolifero in Italia


Secondo questo articolo del Corriere della Sera:

  • I dati Istat ci dicono che nel 2010 la Basilicata è la regione più povera d’Italia (ma nello stesso anno l’Eni fa profitti per miliardi di euro n.d.r.)
  • La Basilicata ha una percentuale di morti per tumore più alta della media nazionale: dati dell’Associazione Italiana Registro Tumori.
  • In Basilicata le aziende agricole si sono dimezzate nell’arco di 10 anni: dati Confederazione Italiana Agricoltori.
  • La Basilicata ha un tasso di disoccupazione costantemente in crescita: dati Cgil
  • La Basilicata ha oltre 400 siti contaminati dalle attività estrattive: dati della Commissione Bicamerale sul Ciclo dei rifiuti.

E’ questo il progresso e il futuro che Presidente Chiodi vuole per i cittadini Abruzzesi?


Questo è quello che volevamo dire ieri, questo è quello che diremo sabato 24 novembre a Teramo durante la manifestazione “Montepulciano SI Petrolio NO” alla quale invitiamo tutti i cittadini che hanno interesse a difendere la propria terra.

Quando andrai a votare la prossima volta pensa bene a che Abruzzo vuoi per i nostri figli, la scelta sarà solo tua!

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3 Responses to Il futuro dell’Abruzzo secondo Chiodi

  1. rino viola scrive:

    come con la regione campania,se qualche anno fa denunciavi l’eco mafia rischiavi di essere additato come chi vuole male al suo territorio e che vuole bloccare il progresso,però ora in piazza scendono a migliaia a difesa della salute si tutti,l’abruzzo non deve morire di cancro,solo perché i politici collusi con le lobby,esercitando il loro potere permettono a questi di sfruttare il nostro territorio..

  2. Francesca Lippi scrive:

    Ma non pensate al futuro dell’Abruzzo? Chi inquina deve pagare, ci mancherebbe altro, ma c’è bisogno di industria e di sviluppo, l’agricoltura e il turismo non possono bastare a dare lavoro a tutti! Solo con il petrolio ci saranno 800 nuovi posti di lavoro: http://www.goccediverita.it/universita-dellaquila-in-abruzzo-pronti-800-nuovi-posti-di-lavoro/
    Perché non si capisce che questo settore sarà strategico per il futuro della regione?

    • Francesca, capisco il tuo interesse per il lavoro che deve essere in cima alle nostre preoccupazioni ma mi chiedo: hai letto l’articolo? hai visto cosa è successo in Basilicata, che è un distretto petrolifero molto più importante dell’Abruzzo? dove sono i posti di lavoro? I dati a cui ti riferisci sono stati fatti per Confindustria, che vuoi che ti dicano? Parliamo d lavoro? Bene, quanti posti di lavoro si perderanno nell’agricoltura di qualità, uno dei settori trainanti della nostra misera economia? Se in una città come Innsbruck il 60% dei cittadini vive di turismo perché non potrebbe farlo una regione come l’Abruzzo? Lo sviluppo anche economico della nostra regione passa per ben altre vie, e te lo dice un laureato in Ingegneria chimica.

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