IL FUTURO E’ DONNA

by • novembre 12, 2018 • Controinformazione, nazionaliComments (0)228

Ho partecipato ad un evento organizzato da Linkiesta.it. Il titolo del mio panel era “il futuro è donna”. Se c’è una cosa della quale sono profondamente convinta è che sia arrivato il momento di smettere di paragonarci agli uomini per definire il nostro valore di donne.

Che sia l’ambito politico, lavorativo o la vita sociale, troppo spesso valutiamo le nostre capacità sulla base di quelle maschili. Come se fossimo perennemente incastrate in una proporzione che ci dice quanto valiamo, solo se ci rapportiamo agli uomini. Come se fossimo sempre una percentuale: una grandezza di una quantità rispetto ad un’altra che vede l’uomo rappresentare sempre il 100%. Le quote ‘rosa’ rispetto al ‘totale’.

Ecco, io credo che sia arrivato ormai il momento di uscire definitivamente da questi perimetri, dalle categorie, dagli stereotipi. Dall’immaginare che l’essere donna sia aprioristicamente un di meno che esige, necessariamente, di pretendere un supporto in più. Dal voler essere considerate uguali, chiedendo però di essere trattate diversamente.

Personalmente ho sempre creduto nel valore dell’individuo, nel talento, nelle esperienze vissute, nelle competenze, nella capacità di cambiare le cose. Non nell’appartenere ad un genere piuttosto che ad un altro. Ho conosciuto persone capaci tra uomini e tra donne, così come persone incapaci tra uomini e tra donne. Perché la verità è che se un’etichetta non può definirti a priori, non può darti neanche un valore a prescindere.

Dobbiamo essere le prime ad ammetterlo ed essere le prime, anche, ad immaginare nuovi modelli di partecipazione alla vita politica o lavorativa che si basino su strumenti, parametri e criteri diversi, nuovi, inclusivi.

Pretenderli e costruirli nello stesso momento. Perché nuovi strumenti creano nuove opportunità, nuove conquiste, nuovi diritti. Non per le donne, ma per tutti.

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