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Il metodo repubblica e l’illusione della soggettività indipendente

by • giugno 17, 2017 • Argomenti, Controinformazione, nazionali, NewsComments (0)548

Si scrive “illusione della soggettività indipendente”, si legge #MetodoRepubblica.

È “l’illusione della soggettività indipendente”. E’ un fenomeno tipico nei bambini e nei romanzieri, quello – per intenderci – degli amici immaginari e dei personaggi di storie inventate. Un bravo romanziere ha l’abilità, infatti, di attivare una simulazione complessa dei personaggi creati. Li immagina, li descrive, attribuisce loro pensieri, sentimenti, azioni e “si convince” che i personaggi inventati siano soggetti in grado di agire autonomamente, in maniera indipendente, fuori addirittura dal suo stesso controllo.

E’ un fenomeno potente e straordinario che sfrutta le immense potenzialità della nostra mente simulativa, tanto che – secondo alcune ricerche – il 92% dei romanzieri riferisce di vivere questa illusione. Ed è arte. Narrazione di mondi possibili. Distacco dalla realtà per vivere in un universo alternativo. E tutto funziona in maniera efficace grazie ad un processo di simulazione guidata.

Il lettore si immerge infatti nel romanzo e viene guidato perché trova davanti a sè una trama di azioni, personaggi e fatti che orientano la ricostruzione simulata di questo mondo inventato. E ciò crea un elevato coinvolgimento emotivo, un’alta concentrazione dell’attenzione, un’intensa partecipazione. E se il romanzo è così ben congeniato può trasformarsi in un dirompente strumento di persuasione e di consenso.

E allora perché farselo sfuggire? Avviene così che la narrazione giornalistica punta alla simulazione e si fa romanzo. Esce dalla verità dei fatti per tramutarsi in verità delle opinioni. Vere, non vere, non importa. L’importante è creare personaggi, antagonisti, sentimenti, intenzioni, trame di incontri. Rendere tutto verosimile. Coinvolgente. Perché l’invenzione dei mondi possibili riesce a scavalcare le controargomentazioni simulando un’esperienza come se fosse “reale”.

Ed è in questo finto vissuto – quindi fuori dallo scrutinio della logica – che si possono modificare i modelli mentali altrui diffondendo credenze, opinioni, pregiudizi. È la realtà inventata. Che suggestiona. Che simula. Che potrebbe convincere. È il mondo dei romanzieri della politica. Degli inventori di storie. Del giornalismo fallito che si illude – ed illude – inventando un mondo che non c’è.

#MetodoRepubblica

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