IL PONTE DEL CIELO CROLLA PRIMA DI ESSERE INIZIATO.

by • ottobre 8, 2015 • Argomenti, Attività in Comune, Comunicati, Lavori Pubblici, locali, News, racconta la tua città, TurismoComments (1)762

IL PONTE DEL CIELO CROLLA PRIMA DI ESSERE INIZIATO.
IL PIANO DEMANIALE COMUNALE, APPROVATO DALLO STESSO D’ALFONSO QUANDO ERA
SINDACO, IMPEDISCE LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE NEL MARE.
Mentre il governatore D’Alfonso “pontifica” la realizzazione di un Ponte del cielo, struttura circolare che dovrebbe nascere nel tratto di mare antistante piazza Primo Maggio, dimentica che il Piano demaniale comunale, approvato quando lui stesso era Sindaco di Pescara, prevede che “le opere di urbanizzazione, attrezzature pubbliche o di pubblico interesse, ritenute necessarie dall’Amministrazione Comunale, potranno essere realizzate fino al limite a mare delle zone libere, cioè sulla spiaggia e non sull’acqua.
I ponti da materia di ingegneri ed architetti sono diventati il chiodo fisso dei politici nostrani.

< Mentre Renzi torna a parlare del Ponte sullo Stretto per collegare la Sicilia alla terra ferma>  commenta la consigliera M5S Erika Alessandrini < qui in Abruzzo il Governatore presenta alla città un ponte campato per aria, che non collegherà due sponde di un fiume o due rive di uno stretto, ma sarà un semplice pontile circolare, più largo che lungo, che nemmeno può essere realizzato a causa delle norme del Piano demaniale che impediscono le costruzioni nello specchio d’acqua antistante la spiaggia e che in particolare “al fine di ristabilire i corridoi di visuale del mare vieta anche l’installazione ed il mantenimento di qualsivoglia struttura di ingombro volumetrico e/o comunque barriera visiva in corrispondenza di piazza I Maggio.>

La Regione dovrebbe utilizzare meglio le risorse che le ha assegnato l’Europa per il turismo, ed invece di sperperare soldi per finire le chiese lasciate a metà, come quella di Mario Botta a Sambuceto a cui darà oltre 3 milioni di euro, investa per opere urgenti per il rilancio turistico dell’Abruzzo. C’è da realizzare il parco fluviale da Popoli a Pescara, risanare il fiume che è una fogna a cielo aperto e, ripulendo il mare, riattrarre tutti quei turisti scandalizzati dalla qualità delle acque e dalle ordinanze ballerine di quest’estate.

<Ormai noi Pescaresi> aggiunge la consigliera Alessandrini <siamo abituati ai vezzi del “faraone”, che non ancora riesce a costruire piramidi, ma che vuole provare, altrettanto anacronisticamente, a lasciare un altro segno indelebile del suo passaggio politico. Non possiamo permettere altro spreco di risorse pubbliche per finanziare opere che di turistico hanno poco o nulla, sarebbe ora di smettere di utilizzare i nostri soldi per alimentare la propaganda politica di un PD smemorato ed autocelebrativo che dimentica tutte le priorità della città di Pescara>.

Il Movimento 5 Stelle chiede all’Amministrazione comunale di Pescara di fermare quest’opera, figlia di spregiudicatezza e sprezzo delle reali necessità della città. E’ imbarazzante che il Sindaco Alessandrini, sia complice di un progetto irrealizzabile, figlio solo dell’ego del governatore della Regione, che continua ancora a dettare le sue priorità al Comune di Pescara.

Quando inizierà il Sindaco a far sentire la propria voce per finanziare opere realmente utili al rilancio turistico ed alla città di Pescara?

 

 

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One Response to IL PONTE DEL CIELO CROLLA PRIMA DI ESSERE INIZIATO.

  1. Franco Fiadone scrive:

    Ieri sera mi sono sentito doppiamente preso in giro, come cittadino e come architetto: Del Vecchio che presenta D’Alfonso come il finanziatore dell’opera, (quando invece i finanziatori siamo noi, essendo denaro pubblico quello che si spenderà) dimostra che i dinosauri della politica continuano a considerare il denaro pubblico come un bancomat da usare per i propri vezzi e non per rispondere alle esigenze della popolazione che amministrano. Alessandrini che ritiene l’opera (già realizzata praticamente identica in Danimarca) un’attrazione capace di risollevare le sorti del settore turistico (!!!!) e D’Alfonso che ha riproposto il suo libro dei sogni vivono in un altro mondo ed hanno anche la sfrontatezza di chiederci di scatenarci, quando sappiamo benissimo come vengono gestiti i pochi incarichi pubblici di cui questo pontile è l’ultimo esempio. Suggerisco una variante al progetto: farlo diventare mobile, in modo da spostarlo in corrispondenza dei tratti di mare che di volta involta risultano inquinati, se non altro sarebbe più bello dei desolanti cartelli di divieto di balneazione

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