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LA CULTURA DELLA “MAZZETTA”.

by • novembre 12, 2013 • locali, NewsComments (0)1039

Da 5 anni ormai non facciamo altro che sentir parlar di arresti, perquisizioni, indagini, rinvii a giudizio, intercettazioni, patteggiamenti… materie giudiziarie che nulla avrebbe dovuta a che fare con la politica e con gli amministratori pubblici della nostra regione…

Invece dopo la decapitazione di due giunte di centrosinistra, quella regionale presieduta da Del Turco e quella del Comune di Pescara “comandata” da Luciano D’Alfonso, siamo passati a parentopoli per un concorso a Montesilvano, a rifiutopoli per una serie di mazzette elargite a 360 gradi dal ras della “monnezza” abruzzese, a sanitopoli per la ristrutturazione del Materno-infantile dell’ospedale civile di Pescara… e potremmo andare avanti ancora, con altre piccole e grandi indagini che comunque hanno portato a risultati vergognosamente pesanti per l’intera collettività abruzzese… molti si sono salvati solo per la prescrizione e tantissimi, nonostante processi ed indagini in corso, spadroneggiano fra una manifestazione e l’altra mantenendo, con una “faccia tosta” incredibile, la propria bella e importante poltrona avendo anche l’ardire di esprime pareri e idee dopo inequivocabili ed inoppugnabili intercettazioni ambientali e telefoniche…

Nel frattempo si è pensato a come rimpinguare le tasche di amministratori e dirigenti, con delibere e consulenze che hanno arricchito i conti in banca di alcuni e annichilito un territorio privo anche dei più lontani ricordi di ciò che si può chiamare “cultura”. Si è pensato a creare e ingigantire un festival D’Annunziano che nelle sue molteplici vesti ha visto spalti praticamente deserti a discapito di una cultura dello spettacolo e del teatro che, anche se frammentata per l’inerzia e il campanilismo di molti operatori del settore, ha sempre contraddistinto la città di Pescara,come luogo di riferimento dell’intera regione Abruzzo.

Ai mostruosi tagli governativi negli ultimi 5 anni si associano interventi decurtativi fatti direttamente con l’accetta, che hanno definitivamente annientato quel po di spontaneismo e volontà che il territorio da sempre fornisce alla vita culturale della riviera abruzzese. Sale e spazi rivolti allo spettacolo resi inutilizzabili o completamente chiusi per negligenza del politico di turno, per fondi inesistenti o per manutenzioni impossibili da svolgere, se non con spese anche relativamente esigue. A ciò si associa un proliferare di multisala che hanno certamente la specificità di diventare nuove centralità cittadine ma che inevitabilmente rubano spazio e spettatori a quei piccoli e storici luoghi di aggregazione che erano le sale parrocchiali o i cinema non solo di periferia…

L’arresto di oggi obbliga tutta la politica abruzzese ad un serio e concreto esame di coscienza. Si è capaci di amministrare la “cosa pubblica” senza necessariamente interessarsi dei propri affari invece che prodigarsi per i semplici e normali cittadini? I danni provocati in questi anni dalla politica in Abruzzo sono impressionanti e quasi irreparabili. L’ultimo treno passerà alle future elezioni che quasi sicuramente riunificheranno Europee, regionali e comunali nel maggio del 2014. Anche agli scettici, che pensano al “voto utile”, al “tanto non hanno fatto nulla”, al “ma sono inesperti” diciamo: riflettete bene la prossima volta quando entrerete nella cabina elettorale, informatevi,siate curiosi, guardate più realtà, anche sul web…
E poi provate a far tornare di moda l’ONESTÀ!!!

Massimiliano DiPillo

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