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L’Abruzzo dei fuochi

by • gennaio 21, 2014 • Ambiente, Argomenti, Comunicati, locali, News, Sanità e sportComments (1)2069

Ci risiamo: non solo dobbiamo subire passivamente le conseguenze degli attacchi scellerati alla nostra terra ma non dobbiamo nemmeno sapere quali sono le conseguenze sulla nostra salute di queste azioni.

Ogni giorno il parallelo con la Terra dei Fuochi diventa sempre più evidente, sia per i veleni sepolti troppo vicini alle rive del fiume Pescara, sia perché oltre ai veleni si cerca di sotterrare anche la verità. Spatuzza mette a conoscenza il Parlamento dei veleni ma il rapporto rimane nei cassetti fino a quando il Movimento 5 Stelle non riesce a far desecretare gli atti, in Abruzzo si fa uno studio preliminare sulla relazione tra tumori ed inquinamento e rimane nel cassetto fino a quando i Forum Abruzzesi dell’Acqua non lo divulgano.

La domanda che tutti ci facciamo è: Perché non è stata data adeguata pubblicità al Report?

Riceviamo e pubblichiamo.

Comunicato stampa Forum Abruzzesi dell’Acqua

Prevalenza dei tumori in Abruzzo e inquinamento: Quattordici comuni significativamente sopra la media abruzzese: area metropolitana di Pescara, comune di L’Aquila, Marsica e Bussi/Popoli

Anche in Abruzzo lanciata la campagna STOP BIOCIDIO, per la tutela della salute dei cittadini e il miglioramento della qualità ambientale del territorio

“Analisi della Prevalenza dei Tumori nei Comuni della Regione Abruzzo – anno 2006-2011” questo è il significativo titolo del documento che Il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua divulga oggi.

Il Report, realizzato nel 2012, risulta essere stato commissionato a quattro esperti (Manzoli, Di Candia, Flacco, Muraglia) dall’Agenzia Sanitaria regionale abruzzese e si fonda sui dati di ricovero per cause tumorali negli ospedali abruzzesi. Lo studio è stato condotto secondo questa metodologia in assenza di un Registro dei Tumori che in Abruzzo non è mai stato istituito.

I risultati di questa analisi, basata solo su un approccio descrittivo e non inferenziale, evidenziano comunque alcune situazioni che, secondo gli stessi autori, dovrebbero essere attentamente approfondite e rese oggetto di analisi epidemiologiche di dettaglio. Si legge, infatti, nel documento

In conclusione, questa stima della distribuzione geografica della prevalenza di tumori solidi ed ematologici ha permesso di evidenziare alcune aree critiche, nelle quali il tasso standardizzato di tumori è stato significativamente superiore allo standard regionale in entrambi i trienni considerati

Più oltre, nelle conclusioni

Dall’analisi della distribuzione geografica dei tumori emergono quattro zone distinte con una prevalenza tumorale significativamente più elevata della media regionale per tutto il periodo considerato: il comune dell’Aquila, il litorale dell’area metropolitana di Pescara, i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli, infine una parte dell’entroterra marsicano. Come in precedenza accennato, il comune di Bussi ed il litorale pescarese, nella zona adiacente i tratti terminali dei fiumi Saline ed Alento, sono proprio gli unici due Siti di Interesse Nazionale per motivi di inquinamento ambientale presenti in Abruzzo secondo il Ministero della Salute.

A Bussi, a mero titolo di esempio, posto 100 il tasso di prevalenza (SMR) regionale, nel triennio 2006-2008 il tasso è 170 (+70% quindi!) con 265 casi osservati rispetto ai 155 attesi e 152 nel triennio 2009-2011. Pescara ha un tasso di 117 nel triennio 2006-2008 e 118 nel triennio successivo. Si legge nel documento

In particolare, in entrambi i trienni si sono osservati SMR molto elevati (≥140) nel comune di Bussi sul Tirino e nei due comuni adiacenti di Aielli e Cerchio.

Per quanto riguarda l’area metropolitana di Pescara da anni movimenti ed associazioni segnalano anche il possibile impatto dell’inquinamento dell’aria, in considerazione dell’influenza sulla salute di polveri sottili (ad esempio, sul cancro al polmone) e di altri inquinanti come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Gli autori, d’altro lato, precisano che potrebbero esserci fattori di confusione, come la percentuale di obesi, fumatori e alcolisti che dovrebbero essere considerati nei necessari approfondimenti. In ogni caso così commentano questo aspetto

Ad esempio, nei comuni considerati la percentuale di fumatori (o di alcolisti, o obesi, etc.) potrebbe essere decisamente superiore al resto dell’Abruzzo. D’altro canto, i risultati del Progetto Passi e di altre indagini meno recenti stimano la prevalenza di fumatori, bevitori di alcolici e obesi solo di poco superiore alla media regionale nei comuni di Avezzano-Sulmona; addirittura inferiore nel pescarese (non vi sono dati, invece, sui comuni di Bussi e Popoli). Se è logico ipotizzare che tali diversità possano causare differenze nell’SMR dell’ordine del 5%-15%, come quelle osservate nel comune di L’Aquila (che mostra una prevalenza di fumatori, alcolisti e obesi leggermente superiore alla media regionale), è tuttavia meno probabile che valori di SMR oltre 140-150 possano essere esclusivamente causati dalla presenza di fattori di rischio estranei al fumo e all’inquinamento. In ogni caso, se il disegno dello studio non permette di dirimere la questione, ci è comunque utile per confermare l’esistenza del problema in alcuni luoghi e segnalarne eventuali altri. Alla luce dei risultati, è quindi innegabile che siano necessari ulteriori studi specificamente dedicati alle zone segnalate.

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua “Non siamo riusciti a trovare questo documento tra quelli scaricabili dal sito dell’Agenzia Sanitaria Regionale e ci chiediamo perchè non sia stato adeguatamente diffuso per informare la cittadinanza. Esistono precise responsabilità da parte degli enti pubblici nell’assicurare adeguate misure – dall’esame di nuove autorizzazioni alle emissioni alle attività di bonifica ecc. – per prevenire l’insorgere di malattie nella popolazione su cui incidono fattori ambientali quali l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. In generale dobbiamo diminuire la nostra pressione sull’ambiente ma in Abruzzo continuano imperterriti a dare nuove autorizzazioni. In presenza di accertate condizioni di criticità, in attesa di approfondimenti, bisognerebbe applicare rigorosamente il Principio di Precauzione. Lo studio conferma l’urgenza di istituire il registro regionale dei tumori e di provvedere ad un’analisi epidemiologica di dettaglio nelle aree che appaiono più critiche. Ricordo che lo Studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità condotto in 44 siti nazionali di bonifica ha concluso che nelle aree fortemente inquinate vi è un forte eccesso di mortalità. Purtroppo i due siti abruzzesi (Saline-Alento, ora sito regionale, e Bussi) non furono inclusi e questo rende ancora più urgente la realizzazione degli studi epidemiologici in queste aree”.

Per ottenere le bonifiche, il miglioramento della qualità dell’ambiente abruzzese, la tutela della salute dei cittadini e per una vera e propria rivoluzione nello stile di vita e nell’economia con altre organizzazioni e movimenti abbiamo lanciato anche in Abruzzo la campagna STOP-BIOCIDIO, partita con la grande manifestazione di Napoli sulla Terra dei Fuochi.

FORUM ABRUZZESE DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

3683188739, 3381195358 e-mail:segreteriah2oabruzzo@gmail.com

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua 
3898855082 – 3332840594 - 3397244992
e-mail:segreteriah2oabruzzo@gmail.com
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One Response to L’Abruzzo dei fuochi

  1. morais scrive:

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