L’assalto alla Cassa dei cittadini

by • gennaio 14, 2014 • Dibattiti/Incontri, Economia e finanze, Iniziative, locali, News, Parlamentari 5 stelle, VideoComments (0)2407

Il fatturato attuale di Cdp supera i 300 miliardi di euro, 235 dei quali provengono dalla raccolta del risparmio postale, quindi soldi dei cittadini italiani. Una montagna di soldi che i grandi capitali finanziari vogliono usare con il solo obiettivo di “fare cassa”, anche con operazioni nel breve termine sui mercati finanziari speculativi, sostenuti in questo progetto dal potere politico trasversale che, guarda caso, appoggia le politiche liberiste e i diktat monetaristi dell’Europa. Se le banche, i politici e i burocrati dell’Europa girano intorno a 300 miliardi di euro di proprietà dei cittadini c’è da preoccuparsi seriamente.

Ma non è stato sempre così. Cassa Depositi e Prestiti nasce come ente dello Stato, con il compito di raccogliere il risparmio postale dei cittadini e di utilizzarlo per finanziare a tassi calmierati gli investimenti degli enti locali. A tutti gli effetti svolgeva di una doppia funzione pubblica e sociale, fuori da logiche di mercato. Ad esempio un comune poteva chiedere un prestito a Cassa Depositi e Prestiti e restituirlo ad un tasso di interesse di favore; in questa maniera gli interessi gravavano poco sulle tasse dei cittadini.

Nel 2003, Cassa Depositi e Prestiti viene trasformata in Spa e una parte delle azioni vengono acquistate dalle fondazioni bancarie (oggi rappresentano il 18% del capitale sociale). Da quel momento Cassa Depositi e Prestiti cambia la sua funzione che passa da pubblica a privatistica, quindi invece di produrre benefici per gli enti pubblici e quindi per la collettività deve produrre dividendi per gli azionisti (Ministero del Tesoro e fondazioni bancarie). E gli “affari” da fare sono tanti.

In un momento di crisi come questo Cassa Depositi e Prestiti si propone come “partner ideale” per tutti i Comuni che vogliano vendere il proprio patrimonio pubblico o che vogliano privatizzare i servizi pubblici creando le multiutility che stanno attentando al risultato referendario del 2011 sui beni comuni e acqua pubblica. Cassa Depositi e Prestiti continua si a finanziare gli investimenti degli enti locali ma lo fa a tassi di mercato, spingendo quindi gli stessi a finanziarsi direttamente dalle banche (di cui le fondazioni sono i principali azionisti). Insomma ora le banche guadagnano comunque, sia se il comune si rivolge a Cassa Depositi e Prestiti sia se si rivolge direttamente alla banca. Indovinate chi ci rimette? Il cittadino che deve pagare più tasse per pagare gli interessi più alti di prima.

Una volta i “partner” di Cassa Depositi e Prestiti erano i comuni e quindi i cittadini oggi è al servizio dei poteri forti del nostro Paese e perfino, grazie a diverse joint venture, del fondo sovrano del Qatar. Insomma è la stampella a sostegno del capitalismo finanziario e di un sistema bancario al collasso, con una commistione sempre più pericolosa fra pubblico e privato. Se a questo aggiungiamo la privatizzazione di Poste Italiane con lo smantellamento della funzione di servizio pubblico universale il quadro è davvero desolante.

Dicono sempre che i soldi per far ripartire il paese non ci sono. Non è vero: ci sono, sono tanti e sono nostri.

I risparmi dei cittadini in Cassa Depositi e Prestiti ammontano a oltre 230 miliardi di euro e con quei soldi si potrebbero fare molte cose per uscire dalla crisi, come ad esempio:

    • tornare a finanziare a tasso agevolato gli investimenti degli enti locali per le opere pubbliche e servizi sociali;
    • finanziare la riappropriazione sociale dei beni comuni, a partire dal servizio idrico, come stabilito dal referendum del 2011;
    • finanziare la messa in sicurezza delle scuole e il riassetto idrogeologico del territorio;
    • finanziare la sanità, il trasporto pendolare, l’istruzione, la formazione e la ricerca;
    • finanziare le aziende in crisi.

Vista la crisi che attanaglia tutti non possiamo continuare a fare “regali” alle banche, occorre quindi informarsi e fare chiarezza. Proprio per questo il Movimento 5 Stelle Montesilvano ha organizzato un convegno al quale sei ovviamente invitato.

Riprendiamoci la Cassa

Relatore: Antonio Tricarico (Forum per la nuova Finanza Pubblica)
Intervengono i parlamentari del Movimento 5 Stelle Andrea Colletti (commissione giustizia), Daniele Pesco e Sebastiano Barbanti (commissione finanze).
L’incontro si terrà sabato 18 gennaio alle 16,30 presso l’Hotel Miramare a Città Sant’Angelo (Via Tito de Caesaris)

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