Meno sanità uguale più omicidi

by • luglio 6, 2012 • Riflessioni a 5 StelleComments (3)1075

A guardare ciò che sta accadendo nella città di Pescara negli ultimi giorni,c’è da aver paura… scippi,rapine in pieno giorno ed in pieno centro, spaccio a livelli pesantissimi, accoltellamenti nella zona della movida rivierasca… ma quello che più sconvolge,sono i 4 morti negli ultimi 7-8 mesi… un ex della famosa banda Battestini, un tossico per una banale lite davanti al SERT, un ultrà della curva pescarese e proprio ieri uno spacciatore di piccolo calibro.

Vi chiederete,cosa c’entrano con la sanità? Risposta forse semplice anche se abbastanza difficile da comprendere, incentrata soprattutto sulle risorse tagliate negli ultimi anni, con i vari piani di risanamento sanitario abruzzese. Molti dei servizi sul territorio si basano oltre che sulle prestazioni inerenti le visite o gli esami di laboratorio, anche e soprattutto nelle prestazione che riguardano il sociale.
Per sociale si intendono una serie di servizi che monitorano le condizioni sociali della popolazione,attraverso dipartimento che operano prestazioni che vanno dal SERT (servizio per le tossicodipendenze), al CIM (centro igiene mentale), al centro alcolisti, e a tutto ciò che un consultorio familiare può produrre all’interno delle proprie competenze: IVG (interruzione volontaria di gravidanza), consultorio giovani o adolescenti, corsi pre e post parto, vera e propria mediazione in problematiche relative alla convivenza fra coniugi, e tanto, tanto, tantissimo altro.

Tutto questo negli ultimi anni, è stato ridotto ai minimi termini, rendendo tali servizi praticamente inservibili, o chiudendo addirittura sedi e luoghi importantissimi per pazienti soprattutto affetti da patologie mentali o dissociative. Nell’indifferenza più totale della politica chi ha potuto e voluto (dipendenti asl e pazienti stessi) ha provato a far sentire la propria voce, ma i media e la politica hanno ritenuto opportuno girare la testa dall’altra parte. Tutto questo, tornando alla difficile situazione dell’ordine pubblico, di certo non risolve il problema alla base ma almeno prova ad affrontarlo, avendo comunque la non indifferenze condizione di monitorare contesti e situazioni che potrebbero tornare utili, non solo alle forze di Polizia, ma anche e soprattutto alle istituzioni e alla politica, per capire dove agire e come agire per evitare che determinate problematiche poi non si ripercuotano sull’intero quartiere o sulla cittadinanza tutta.

Per questo credo, anzi sono convinto, che i tagli agli sprechi della sanità vadano fatti ma non in maniera indifferenziata come se si eliminasse la stessa identica cosa. Sono certo che nei LEA (livelli essenziali di assistenza), debba necessariamente convivere una certezza che freni tale vergognoso atteggiamento della politica e cioè guardare al territorio e quindi agli interessi della collettività e del cittadino bisognoso e non alla certezza che pareggiando il bilancio si sia risolto ogni problema della nostra vita.

È risaputo che non c’è lungimiranza nella visione della politica non solo quotidiana e ciò si vede nell’inesistente programmazione di servizi sul territorio che prima ho descritto, capaci sicuramente nell’arco di periodi relativamente lunghi di migliorare di molto le condizioni delle fasce più in difficoltà non solo economica. L’inesistenza di servizi essenziali come quelli sul territorio rende il deserto ancora più arso e pieno di insidie. Fin quando il tossico, l’alcolizzato, il dissociato o anche il disoccupato con problemi familiari non avrà un punto di riferimento sul territorio, che sia sanitario o che sia sociale, sarà la malavita, i traffici illeciti e tutto ciò che provoca violenza ad alimentare chi non vede futuro se non nel delinquere, nel vivere di piccolo spaccio o di piccoli furti.

Massimiliano Di Pillo

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3 Responses to Meno sanità uguale più omicidi

  1. giuseppesolitro scrive:

    Condivido il tuo pensiero e inoltre penso che anche le forze dell’ordine abbiano difficoltà nel gestire i territori, visto sia l’aumento della criminalità sia magari a tagli e tagli a tutti i servizi da questi governi ladri, ciao,

  2. MassimilianoDiPillo scrive:

    …non solo condivido il tuo intervento,ma ti diró di più…le condizione che Carabinieri e Polizia hanno raggiunto come numero di operatori su strada,è talmente tanto esiguo che basta un piccolo impedimento x mandare turnazioni e riposi a farsi friggere…ore di straordinario a tonnellate non pagate,ed oltretutto sono obbligati a fare da badante alla coppia di caporali dell’esercito,che dovrebbero vigilare in Stazione e nella zona del centro…lo hai visti mai?…una condizione davvero umiliante anche x le stesse forze dell’ordine…
    Grazie del tuo commento!

  3. simpatizzante critico scrive:

    Sono quasi d’accordo, ma il degrado di cui si parla a proposito di Pescara, in realtà riguarda tutta l’Italia: sono anni che la movida notturna è occasione di risse e accoltellamenti oltre che del sistematico insudiciamento del suolo pubblico con escrementi, vomiti e bottiglie rotte. Il problema è che qualcuno vuole farci credere, come giustamente detto, che col pareggio di bilancio sia risolto tutto e con la stessa logica che con l’illuminazione notturna sia risolto anche il problema della pubblica sicurezza. La verità è che ciò che accade non è frutto di degrado sociale e disoccupazione, ma di degrado culturale: è una “visione del mondo” che disprezza l’ordine, la correttezza, l’educazione, il rispetto; e questo ha radici profonde: c’è una forza politica che in Italia ha “lavorato duramente” proprio per distruggere il meglio (con lo scopo strategico di “dimostrare” che la democrazia “non funziona”, quindi…); la stessa forza politica che attaccava lo studio in generale (6 politico) e la Divina Commedia a Scuola in particolare e che ora ne rivendica sfacciatamente la difesa, ergendosi a baluardo della “Cultura”. Per decenni è stato predicato ai giovani il disprezzo contro lo studio, la serietà, l’educazione; quello che succede ora è semplicemente il risultato. Ci vorrebbe qualcuno che avesse il coraggio di denunciare queste cose (come faccio io, che infatti di solito vengo censurato dai mezzi di “informazione” italiani, sui quali Grillo ha assolutamente ragione), ma non c’è. La Sanità in particolare, per esempio, ci insegna che le droghe, anche le più “leggere”, producono danni permanenti al sistema nervoso centrale e le conseguenze vanno dall’apatia all’aggressività, dagli attacchi di panico ai “contromano” autostradali, ma nessuno (tranne Muccioli) ha mai dato un messaggio sufficientemente chiaro in proposito, nemmeno sul sito principale di M5S (mi spiace dirlo), sul quale più volte ho trovato proposti argomenti del tipo “liberalizziamo tutte le droghe”, né ci si può illudere che il “buon senso” e la “democrazia” permettano di affrontare il problema nel modo giusto, soprattutto in un paese come l’Italia, in cui ormai una parte consistente della popolazione, allo “sballo” non vuole rinunciare. L’unica vera RIVOLUZIONE (da: “re-volvere” = ritornare alla condizione precedente), di cui abbiamo bisogno e quella CULTURALE (da “coltura” = coltivazione (di virtù)). Ma chi la vuole, veramente? Nessuno; e allora hai voglia a mobilitare le strutture sanitarie: è solo l’ennesima patacca. Mi scuso per la lunghezza. Saluti.

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