M5s Pescara su Mercatino Senegalesi

< 4 MESI PER INTEGRARE, 21 ANNI PER DIVIDERE. >Per 21 anni a Pescara la politica ha tracciato una linea. Profonda, netta, decisa. Tutto è iniziato nel 1994 quando l'allora Sindaco di Pescara decise di istituire un mercatino "temporaneo" che raccogliesse quindi momentaneamente - per 4 mesi scrisse - tutti i commercianti extracomunitari ambulanti (senza autorizzazione) che gravitavano nella nostra città. Lo fece con un intento preciso: < per gli extracomunitari è previsto l'inserimento nei mercati coperti ed è allo studio anche la realizzazione di due mercati rionali>.Nelle mani della politica di destra e di sinistra quei 4 MESI sono diventati 21 ANNI. Ventuno lunghissimi anni in cui sono stati creati due mondi, separati e distinti, da una linea invisibile che la politica stessa ha tratteggiato, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Anni in cui quella politica che avrebbe dovuto trovare una soluzione, ha creato invece essa stessa la criticità alimentando differenze e contraddizioni. Diritti contro doveri. Commercianti senegalesi contro commercianti italiani. Durante il consiglio straordinario sulla questione, questa divisione è arrivata fino in aula. Nel palazzo che deve decidere per tutti, la platea dei cittadini era infatti divisa a metà, con i "due mondi" l'uno contro all'altro.Ecco perché abbiamo detto NO all'ennesima NON-soluzione del PD che vuole spostare il mercato della stazione sotto un tunnel continuando questa tradizione di "rattoppi mediatici". Una soluzione c'è e questa è stata la nostra proposta. (http://bit.ly/1LGuHON)

Posted by Enrica Sabatini Sindaco M5S Pescara on Domenica 29 novembre 2015

Mercatino Senegalesi. La proposta del M5s.

by • novembre 29, 2015 • Argomenti, Attività in Comune, Commercio e politiche lavoro, Consigli Comunali, locali, NewsComments (0)451

< PARLIAMO DI INTEGRARE, MA BASTEREBBE SOLO SMETTERE DI DIVIDERE>

Per 21 anni a Pescara la politica ha tracciato una linea. Profonda, netta, decisa.

Tutto è iniziato nel 1994 quando l’allora Sindaco di Pescara decise di istituire un mercatino “temporaneo” che raccogliesse quindi momentaneamente – per 4 mesi scrisse – tutti i commercianti extracomunitari ambulanti (senza autorizzazione) che gravitavano nella nostra città. Lo fece con un intento preciso: <per gli extracomunitari è previsto l’inserimento nei mercati coperti ed è allo studio anche la realizzazione di due mercati rionali>.

Nelle mani della politica di destra e di sinistra quei 4 mesi sono diventati 21 anni.

Ventuno lunghissimi anni in cui sono stati creati due mondi, separati e distinti, da una linea invisibile che la politica stessa ha tratteggiato, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Anni in cui quella politica che avrebbe dovuto trovare una soluzione, ha creato invece essa stessa la criticità alimentando differenze e contraddizioni. Commercianti senegalesi contro commercianti italiani.

Durante il consiglio straordinario sulla questione, questa divisione è arrivata fino in aula. Nel palazzo che deve decidere per tutti, la platea dei cittadini era infatti divisa a metà, con i “due mondi” l’uno accanto all’altro.

Per questo abbiamo detto NO all’ennesimo “RATTOPPO MEDIATICO ” del PD, che volendo spostare il mercatino della stazione sotto ad un tunnel, prosegue quello che è stato fatto in questi decenni: tante NON soluzioni che spostano senza mai risolvere nell’ottica del <quel che non si vede non esiste>.

Chiediamo che venga invece portato avanti quello che era già chiaro 21 anni fa e che né destra, né sinistra hanno mai fatto: la necessità di regolarizzare licenze ed autorizzazioni, di combattere definitivamente la vendita di merce contraffatta, di fornire le giuste condizioni di lavoro, igienico-sanitarie e di sicurezza a tutti. E di lavorare, istituendo nuovi mercati o integrando quelli preesistenti, al fine di assorbire nello stesso tessuto commerciale tutti gli operatori che vogliano farlo nel rispetto l’uno degli altri e di regole condivise.

In aula la vecchia politica che ha governato Pescara per oltre un ventennio si é riempita la bocca parlando di integrazione.

La domanda allora è: ma piuttosto che integrare oggi, alla fine non sarebbe bastato in 21 anni (e basterebbe oggi) solo smettere di continuare a dividere?

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