MoVimento 5 Stelle e lavoro

by • febbraio 15, 2013 • locali, Programma, Riflessioni a 5 StelleComments (0)1076

lavoro200x200Relazione sulla tavola rotonda organizzata dal MoVimento 5 Stelle sul tema del lavoro in Abruzzo.

L’Italia dovrebbe essere una Repubblica fondata sul lavoro e invece il lavoro sta diventando un problema sociale sempre più grave, sia in termini quantitativi (disoccupazione), che qualitativi (cattiva occupazione). Il Movimento 5 stelle, in vista anche del prossimo impegno parlamentare, ha ritenuto indispensabile incontrare i sindacati, i comitati, le associazioni e le confederazioni del settore per elaborare un dossier sulle problematiche maggiori inerenti il mondo del lavoro, e per creare una rete per l’elaborazione e condivisione di strategie comuni che rilancino e preservino il lavoro in Abruzzo.

Al tavolo di lavoro erano presenti i candidati del MoVimento 5 Stelle Enza Blundo, Massimo di Renzo e Gabriele Straccini che hanno dialogato con Mario Frittelli (Usb), Fiorella Rolandi (Usb), Ettore D’Incecco (Cobas), Marino D’Andrea (Rsu Cgil dell’azienda Miss Sixty), nella prima parte dell’incontro è stato presente anche il segretario provinciale della Cgil Paolo Castellucci che ha dichiarato massima disponibilità nei confronti del 5 stelle ad appuntamenti per discutere sulle tematiche locali.

Dal dibattito è emersa la necessità di rimettere al centro dell’attenzione la qualità del lavoro attraverso la valorizzazione dei diritti espressi dallo Statuto dei lavoratori. L’Abruzzo, come il resto d’Italia, risente della crisi economica: bisogna pensare ad un nuovo modello di sviluppo, soprattutto nei settori dell’agricoltura, del turismo e puntare ad investimenti sulla banda larga. Nella nostra regione abbiamo invece assistito ad una politica della devastazione del territorio: cementificazione, inceneritori, centrali a biomasse, ad un sindacato che in molti casi ha sostenuto scelte politiche scellerate che hanno portato alla chiusura di aziende ritenute fiore all’occhiello per il nostro territorio.

Basta pensare alla vicenda Miss Sixty (simile a tante altre realtà industriali) sintetizzata dall’Rsu Marino D’Andrea: “L’azienda è avviata al fallimento nel momento in cui la dirigenza, insieme a politici, finanzieri, ha deciso di essere quotata in borsa, il risvolto è stato un indebitamento che ha portato alla cassa integrazione di 360 lavoratori.” Dal dibattito è emersa una mancanza di rappresentanza nei confronti delle nuove sigle sindacali infatti hanno chiesto al MoVimento 5 Stelle di farsi portavoce di una rivisitazione del Protocollo sottoscritto da Governo, Confindustria e sindacati sulle relazioni sindacali che oggi non permettono di dare voce agli iscritti dei sindacati di base perché solo l’Rsu può indire un’assemblea.

Il MoVimento 5 Stelle prende in carico la possibilità di proporre una legge quadro sulla formazione professionale, sfruttata oggi solo per i finanziamenti europei, affinché ci possa essere un vero dialogo fra scuola e azienda e questo dialogo per avviare una pianificazione del lavoro dovrebbe avvenire anche fra Università e aziende. Le difficoltà non sono solo nel lavoro privato, oggi anche il pubblico impiego è minacciato. Fiorella Rolandi (Rsu Usb Asl Lanciano, Vasto Chieti) spiega che l’accorpamento delle Asl hanno creato l’alibi alla regione per poter parlare di esuberi, ma poi si appaltano a ditte esterne, le cosiddette esternalizzazioni, alcune attività.

Dall’incontro emerge un’ingerenza politica che ha portato al collasso dell’economia e di conseguenza alla scomparsa dei diritti dei lavoratori, il MoVimento 5 stelle ritiene prioritario che quando si parla servizi pubblici come sanità, scuola, di lavoro in generale, l’interesse politico o lobbistico non debba interferire.

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