NON CADETECI PIU’

by • novembre 22, 2016 • Controinformazione, nazionali, NewsComments (0)603

Si chiama impotenza appresa. Venne scoperta in maniera accidentale dallo psicologo americano Martin Seligman durante una serie di esperimenti con i topi in laboratorio, ma venne poi convalidata anche negli studi con gli esseri umani.

Alcuni studenti vennero messi in una stanza nella quale era presente un forte rumore che li infastidiva e davanti a loro vi erano dei pulsanti e delle manopole.

Furono divisi in due gruppi (oltre a quello di controllo) e sottoposti a due condizioni diverse: un gruppo poteva interrompere il rumore trovando la giusta combinazione di bottoni, mentre l’altro, sempre sottoposto al forte rumore, non riusciva a farlo cessare con alcuna combinazione.
Questi due gruppi vennero poi messi di fronte ad un’ulteriore prova in cui era necessario effettuare un semplice spostamento di una mano per attivare il rumore ed un altro, altrettanto immediato, per farlo cessare.

I due gruppi risposero in maniera totalmente differente ed i risultati furono incredibili. Mentre il primo gruppo riusciva ad apprendere facilmente che bastava spostare la mano per far cessare il rumore, l’altro gruppo – quello che era stato precedentemente esposto ad un rumore inevitabile – rimaneva immobile e non provava neanche a muovere la mano dimostrando di aver “appreso di essere impotente al rumore” anche quando questo, in realtà, poteva essere controllato.

I risultati di questa ricerca furono straordinari perché aprirono un filone di studi rilevante evidenziando che, se l’impotenza può essere appresa per stimoli irrisori (come un rumore), allora è ancora più comprensibile ed evidente come, in situazioni ben più articolate, il mancato controllo di situazioni stressanti e la convinzione dell’inutilità delle proprie azioni possano condizionare la vita delle persone, essere la causa dell’immobilismo di fronte a fatti anche gravi oltre che il punto di partenza della depressione.

Le distorsioni cognitive possono modificare le nostre scelte, la nostra visione del mondo, la nostra capacità e forza di ribellarci alla situazione alla quale siamo stati sottoposti. Costretti. Comprendere l’influenza dei meccanismi della nostra mente è un antidoto potente. Enorme. Di libertà.

Perché, come dice Beppe, “è un trucco, è una frode, non cadeteci più, e non mangiatevi pezzi del vostro cervello.”

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