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Pescara ricorda Stefano Cucchi

by • novembre 10, 2013 • locali, NewsComments (1)1673

148. Sì, 148.

Poteva essere semplicemente il 148* detenuto morto in quell’anno…il 2009. Ed invece no!

Ilaria e tutti i familiari di Stefano Cucchi, dopo aver fatto le foto del cadavere all’interno dell’obitorio, increduli della morte di ragazzo che poche ore prima dell’arresto correva sul tapis roulant,e che dopo poche ore già non si reggeva in piedi, decidono di incamminarsi in una lunga e difficilissima battaglia.

Tutto inizia, con la pubblicazione su un giornale delle foto del cadavere del proprio caro.

Il calvario però,continua negli anni a seguire con delle indagini molte volte ostacolate da chi dovrebbe produrre verità…ed infine un processo, contro uno Stato che difende se stesso, invece di difendere un suo cittadino.

Le foto di Stefano dopo l’autopsia steso su di un freddo tavolo d’acciaio, fanno il giro del mondo. Queste foto, danno inizio ad indagini che pochi giorni fa si concludono con l’assoluzione di quelli che l’accusa crede, siano gli aguzzini di Stefano Cucchi.

Un risarcimento da parte dell’Ospedale S.Pertini, conferma la negligenza di buona parte dei medici, ma cambia poco nell’ideale che la società civile si è fatta di questo caso.

Il pestaggio subito negli scantinati della Procura di Roma da un gruppo di uomini in divisa, confermato da un testimone oculare che successivamente incontra Stefano in carcere, viene evidenziato da ecchimosi e fratture inequivocabili, ma che la difesa degli aguzzini adduce addirittura a “un trauma da bara”.

Il 22 ottobre del 2009, Stefano Cucchi muore di “fame”, nel reparto di Medicina dell’Ospedale S.Pertini di Roma…a distanza di 4 anni,una sentenza ammazza di nuovo l’esistenza di un 31 enne, che per un errore nella propria vita, rischiava di essere dimenticato come il 148esimo detenuto morto, nelle disumane carceri italiane.

Oggi 9 novembre 2013 a Pescara, la presentazione del libro di Ilaria Cucchi (sorella di Stefano), all’interno di un Festival bellissimo delle Letterature dell’Adriatico, ci ricorda della follia di una cultura che non guarda oltre il proprio recinto di “Giovanardiana memoria”, ma che cozza con la polemica nata dall’intercettazione del Min.Cancellieri.

La mozione di sfiducia del M5S verso l’ex Prefetto ora Ministro, non riguarda la richiesta di aiuto verso la singola persona (una delle figlie di Ligresti), di per sé inaccettabile, ma verso il rapporto con una famiglia che negli anni ha accumulato illecitamente somme astronomiche, alle spalle del semplice piccolo investitore, che per la spregiudicatezza di una famiglia nata e vissuta sull’agio, ha disprezzato chiunque, pur di mantenere tenori di vita a dir poco altissimi. La carcerazione preventiva in molti casi è sinonimo di depressione, di eliminazione forzosa della propria dignità…in casi estremi anche di suicidio…

Ma non per questo, con amnistia ed/o indulto risolviamo un problema che ha ben altre radici e motivi nel “sistema carceri” italiano.

C’è bisogno di maggior umanità, ma non come la considera il Min.Cancellieri, bensì come qualcuno, che dell’aiuto al prossimo ne ha fatto una ragione di vita…

E allora come diceva Vittorio Arrigoni, semplicemente…”RESTIAMO UMANI”!!!

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One Response to Pescara ricorda Stefano Cucchi

  1. Claudio scrive:

    Una vergogna.
    Tutte le persone con un buon senso capirebbero che lo stato è un assassino.
    Tutte le persone con un pò di buon senso sono con voi.
    Lottate per la giustizia.
    Non mollate mai.
    Tante persone sono con voi.
    Lottate per la verità.

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