Qualche domanda sul porto

by • agosto 22, 2012 • UncategorizedComments (8)3743

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal comitato “Bussiciriguarda”.

Sul Porto di Pescara, sui professori e sui giornalai

L’intervista al prof. Paolo De Girolamo, dell’Università dell’Aquila, sulle vicende del Porto di Pescara, pubblicata da “Il Centro” il 5 agosto scorso, solleva serie perplessità.
Il prof. ci informa di aver avuto dalla Regione Abruzzo l’incarico di progettare una nuova vasca di colmata in grado di contenere 300-400 mila metri cubi di fanghi portuali. Tale vasca dovrebbe essere realizzata accanto a quella attuale, perché smaltirvi i fanghi costerebbe meno rispetto alla soluzione di svuotare quella esistente.
Aggiunge ancora che “la realizzazione della nuova vasca avrà tempi brevi: sarà pronta entro tre mesi”.

Poniamo, al professore e al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi alcune domande:

  1. Come mai, se si ritiene che la nuova vasca di colmata possa essere una soluzione a tempi brevi, di questo non si è parlato (a quanto ci risulta) a livello degli incontri tra Ministero e Regione, con la Provincia, il Comune, la Direzione Marittima ecc.. e in tutti i tavoli romani dove si vanno a concordare soluzioni condivise e co-finanziate?
  2. questa soluzione sarebbe per caso alternativa alle azioni intraprese e comunicate con enfasi come risultanze della riunione tenutasi il 24 luglio, a Roma, alla presenza dei Sottosegretari di Stato dei Ministeri alle Infrastrutture e Trasporti e all’ Ambiente? Non era stato là deciso di procedere ad emanare un bando di gara per la rimozione di 200 mila metri cubi di sedimenti da avviare verso una vasca di colmata esistente e a norma, e di avviare una caratterizzazione del materiale in vasca di colmata di Pescara per prevederne lo svuotamento? La Regione sceglierebbe quindi una via diversa da quella annunciata, apprestandosi a voler realizzare una nuova vasca di colmata?
  3. ma l’attuale vasca di colmata, stracolma, non doveva essere svuotata anche per essere messa a norma, visto che era stata realizzata senza l’ adeguata impermeabilizzazione prescritta dalle leggi vigenti? Si è forse deciso di lasciarla così, pur essendo un sito contaminato per cui c’è l’obbligo almeno di messa in sicurezza?
  4. Il professore evita di dire da quando partirebbe il conteggio dei tre mesi per costruire la nuova vasca di colmata…. Come è possibile che non chiarisca che in tre mesi a partire dal settembre 2012 non si può realizzare un bel niente, dal momento che una nuova vasca di colmata deve prima essere prevista nel Piano Regolatore Portuale (che a Pescara non è né approvato né adottato) e quindi sottoposta a preventiva Valutazione dell’Impatto Ambientale, attraverso una procedura che – stante i ritardi fin qui accumulati- richiede almeno due anni? O s’intende continuare ad eludere le Valutazioni dell’Impatto Ambientale, perseverando con una prassi che ci ha portato, con la cementificazione dei moli prima, con la costruzione della diga foranea poi, quindi con la costruzione del molo di levante ed annessa vasca di colmata mal fatta, alla situazione in cui oggi ci troviamo?
  5. Esponenti del PD invocano, oggi, commissariamenti e scorciatoie improbabili: ci auguriamo che non vogliano prestarsi a favorire la costruzione di nuove opere importantissime senza valutazione d’impatto ambientale, come se non bastassero i guai che questa prassi ha comportato finora…

Nell’articolo il prof. si chiede, retoricamente, se può un giornalaio stilare un progetto di un porto.
Certo che no, non essendone abilitato.
Ma c’è da dire che per quanto visto a Pescara, che ha dell’incredibile, se un giornalaio o un marinaio fossero stati abilitati a firmare un progetto per il nostro porto, molto probabilmente lo avrebbero fatto meglio di alcuni ingegneri blasonati che ci hanno portato a questa situazione: errori su errori che abbiamo tutti sotto gli occhi, che abbiamo pagato per grandi opere che non funzionano e che la collettività è chiamata ancora a pagare per tentare di porre rimedio ai guasti provocati…mentre intanto ne subisce le conseguenze. Gli unici che, ad oggi, non hanno pagato, sono proprio i responsabili di progetti disastrosi.
Ricordiamo tuttavia che anche ai giornalai e ai marinai è oggi dato modo, dalle leggi vigenti, di pronunciarsi su opere di questo genere: lo prevedono le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) regionale e di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) statale, la cui obbligatorietà pare si continui a sottovalutare. Si chiama “consultazione” o “partecipazione del Pubblico”, che avviene anche tramite osservazioni scritte . Il diritto di esprimere un parere, oggi, piaccia o no , è di tutti e ce lo garantisce l’appartenenza all’Unione Europea e le norme che ne discendono, anche se possono dare fastidio a qualcuno.
Infine per quanto riguarda lo spostamento dei trabocchi, delle barche e dei pescatori, temi liquidati con sufficienza, c’è da dire che di norma è il progetto a dover essere concepito al servizio delle esigenze della cittadinanza e degli utenti interessati…. e non può essere accettabile che, al contrario, siano i cittadini a doversi piegare alle soluzioni inventate dai progettisti pur se a loro non vanno bene… Il costo del porto, secondo il progettista, viene definito “non così elevato” , di 70-80 milioni di euro circa. Ma a carico, non scordiamolo, del contribuente, tra cui i giornalai, ai quali andrebbe riconosciuto, almeno, il diritto di opinione e di parola e di essere ascoltati.

Per il Comitato Bussiciguarda e le associazioni che lo costituiscono:
Domenico Valente, Paola Barbuscia, Edvige Ricci, Mariella Saquella, Giancarlo Odoardi

Pescara, 8 agosto 2012

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8 Responses to Qualche domanda sul porto

  1. Emilio scrive:

    QUANDO UNA LEGGE PRODUCE EFFETTI ABERRANTI E’ GIUSTO NON RISPETTARLA

    alludo alla balzana idea di smaltire i fanghi del fiume a terra anzichè come logico e giusto in mare dove li porta tutti i giorni il fiume Pescara. Una norma che dice che se il fango lo porta a mare il fiume va tutto bene se invece quello stesso fango lo porta a mare una draga è un rifiuto tossico è una legge stupida e si ha tutto il diritto di non applicarla anche poi denunciando chi quella legge stupida ha promulgato e costringendolo a modificarla chiedendo anche scusa. Solo che per fare questo ci vogliono persone capaci di prendersi responsabilità e nel panorama delle nostre istituzioni non si intravedono figure simili.

    • Massimo Di Renzo scrive:

      Queste non sono le uniche 2 possibilità. Mandare a mare fanghi inquinati non mi sembra una genialata e non si può giustificarlo dicendo tanto l’inquinamento ci va già… è come dire che dobbiamo eliminare le marmitte catalitiche tanto l’aria è già inquinata… analogamente smaltirei fanghi a terra significa far fare affari d’oro agli amici degli amici. Purtroppo gli amministratori non sanno che da altre parte i fanghi si vendono (anche se inquinati) e da problema diventano subito risorsa…mapoi come farebbero a far guadagnare i loro amici?

  2. Emilio scrive:

    non ho fatto in tempo a firmare il commento : Emilio Del Nunzio / Doganalista – Pescara

  3. Emilio Del Nunzio scrive:

    Buon giorno,

    ieri ho lasciato un commento che oggi è sparito potreste spiegarmi
    qual è il problema?

    Emilio Del Nunzio / Doganalista

    • Massimo Di Renzo scrive:

      Buongiorno Emilio, non c’è nessun problema è solo che il blog è a gestione amatoriale e non faccio in tempo a pubblicare i commenti in tempo reale…

  4. Emilio Del Nunzio scrive:

    ok, grazie e scusami. ciao

  5. emilio scrive:

    smaltire i fanghi a terra non solo, come dici tu, vuol dire far affari agli amici, ma procura anche un inquinamento mostruoso a causa delle migliaia di camion che attraverserebbero la città, senza contare quello che lascerebbero cadere per le strade della città. Non conosco bene la soluzione di vendere i fanghi, ma la cosa avrebbe senso se si potesse consegnarli via nave altrimenti si riproporrebbe il problema del numero incredibile di camion necessari. lo sversamento in mare considerato che la parte da dragare è minima rispetto a quella che il fiume già porta di suo al mare, mi sembra ancora la soluzione migliore, certo parallelamente ci dovrebbe essere la volontà di andare a cercare chi inquina il Pescara di modo da far ridiventare puliti i fanghi. Smaltire i fanghi portati a valle da un fiume in discarica, mi sembra una cosa contronatura e velleitaria .

  6. Emilio scrive:

    continua la telenovela, dopo promesse di dragare inizialmente 400.000 mc di fanghi (con smaltimento non si sa bene dove: se in discarica o vasca di colmata da individuarsi), poi scesi a 200.000, poi ancora a 150.000, ora pare che sia in uscita un bando per dragare 50.000 mc (quantità ridicola ed inutile al punto in cui sono arrivate le cose) al modico prezzo di 6 milioni di euro .

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