Rischio alluvioni ignorato. Noi lo avevamo detto.

by • marzo 2, 2015 • Ambiente, Argomenti, Attività in Comune, Campagna Elettorale 2014, Comunicati, Comunicati, Consigli Comunali, Economia e finanze, Lavori Pubblici, locali, News, Partecipazioni televisive, Turismo, VideoComments (1)1233

Questo video risale alla campagna elettorale. Quasi nove mesi fa.

La nostra capogruppo Enrica Sabatini, allora candidata Sindaco, illustra il  Piano regolatore portuale (Prp), che contiene il progetto da 200 milioni di euro e che avrebbe dovuto superare i problemi di insabbiamento.

 

denuncia vas enrica sabatini m5s pescara

 

 

Dopo averlo denunciato in campagna elettorale e dopo una lunga opposizione in Consiglio comunale, oggi, come uno tsunami è arrivato il Parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, richiesto dalla Capitaneria di Porto di Pescara nell’ambito dell’iter approvativo del Piano Regolatore Portuale.

Il Ministero ha rilevato carenze su diversi aspetti fondamentali quali quelli idraulico-marittimi, la sicurezza antincendi, le valutazioni economico-finanziarie e quelli relativi alle infrastrutture impiantistiche. E queste carenze sono state così pesanti che lo stesso Consiglio Superiore non è stato in grado di emettere il parere richiesto, ma si è dovuto limitare a prescrivere una lunga serie di documenti integrativi con cui approfondire gli ambiti di intervento.

Approfondimenti e studi su elementi essenziali che il Consiglio Superiore “rimprovera”, sia al Comune di Pescara che alla Regione Abruzzo, di aver tralasciato e che riguardano le portate con cui valutare il rischio alluvioni evidenziando, infatti che, la pericolosa tendenza all’esondazione del fiume Pescara non è stata opportunamente considerata dalle analisi del PRP, e che le portate da prendere in considerazioni sono notevolmente più alte di quelle analizzate.

Addirittura, prosegue il documento del Ministero, nella garanzia della tutela dell’incolumità pubblica e dei beni esposti a rischio di alluvioni, si devono approfondire i livelli di sicurezza delle aree urbane lungo le sponde del fiume per un tratto molto più ampio di quello finora indagato nello studio idraulico a supporto del PRP.

Anche per l’impianto antincendio, per il servizio di vigilanza e prevenzione delle opere progettate, mancano riferimenti ed elementi tecnici di valutazione nel progetto del nuovo PRP, tanto da non poter nemmeno esprimere una valutazione in merito, nonostante la presenza e la gestione di banchine portuali su cui attraccheranno navi petroliere. Se questo non bastasse, nel parere è riportato che il progetto “prevede non trascurabili importi di spesa relativamente ad arredi ed impianti” e che, proprio per questo, dovrebbe contenere indicazioni maggiori sugli adeguamenti impiantistici e sulle infrastrutture elettromeccaniche del nuovo assetto portuale.

Dulcis in fundo, il Ministero ha chiesto di rivedere la valutazione economico-finanziaria dell’opera, considerando che l’analisi è ormai datata al 2008 e che nonostante gli annunci mancano del tutto le valutazioni integrate del sistema portuale abruzzese tra Pescara, Vasto ed Ortona, che invece, nelle premesse erano poste alla base delle scelte pianificatorie del progetto.

“Il Ministero – sottolinea la consigliera Erika Alessandrini – scrive nero su bianco che questo faraonico progetto da più di 200 milioni di euro, prevede la creazione di nuovi traffici senza però aver analizzato le effettive esigenze sia per i traffici passeggeri sia riguardo alle realtà produttive: in poche parole ci dicono di rifare bene tutti i conti e le considerazioni di espansione perché stiamo rischiando di buttare via inutilmente gran parte di questi soldi pubblici!”

“Data la rilevanza delle documentazioni richieste dal Consiglio Superiore dei LL.PP.,”  – aggiungono i pentastellati Sabatini, Alessandrini e Di Pillo – “è difficile comprendere  l’ottimismo che trapela dalle dichiarazioni del Vicesindaco Del Vecchio e del Governatore Luciano D’Alfonso che danno il PRP come quasi approvato. Si pensi, piuttosto, a risolvere rapidamente il problema della diga foranea e della manutenzione del Porto Canale, che ci costringono a spendere un fiume di denaro pubblico ogni anno”.

Il Movimento 5 Stelle già prima delle elezioni dello scorso Maggio, con assemblee pubbliche e dibattiti, così come in Consiglio comunale si è sempre duramente opposto all’approvazione di questo progetto, richiamando l’attenzione sulla scarsa valutazione del rischio di esondazione e sull’eccessivo impiego di denaro pubblico per un’opera che ragionevolmente sembra possa servire più ad un faraone che alla città. E oggi, come sempre più spesso accade, un ente prestigioso come il Ministero sostiene le nostre stesse considerazioni e ci strappa dalla bocca l’ennesimo “noi ve l’avevamo detto!”

 

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