Si riparte da qui

by • maggio 29, 2013 • locali, Riflessioni a 5 StelleComments (2)957

feniceE’ inutile girarci intorno, il risultato delle amministrative è stato deludente e le responsabilità sono nostre. Abbiamo fatto qualche errore strategico e non siamo stati capaci di spiegare alle persone come stanno davvero le cose. Siamo un movimento giovane ed inesperto ed abbiamo pagato lo scotto all’impatto contro l’esercito dei partiti che grazie alla loro maggiore esperienza e maggiore scorrettezza sono riusciti ad infliggerci qualche colpo sotto la cintura.

Dopo le elezioni politiche avevamo pensato che finalmente gli Italiani avessero capito quello che era successo in questi ultimi decenni, che avessero fatto un’analisi e capito che il finto bipolarismo pd-pdl, che il berlusconismo ed il finto antiberlusconismo avessero portato l’Italia sull’orlo del baratro. Ora sembra che quei cittadini che ci avevano premiato alle politiche si siano già dimenticati di tutto visto che sono tornati a votare gli stessi che hanno creato i loro problemi. Ci siamo illusi di averli già convinti? Forse si. Ma i partiti ci hanno davvero sconfitti? Forse no.

Abbiamo detto che i risultati sono deludenti, e lo sono, ma rispetto a cosa? alle nostre speranze o alla realtà dei fatti? Io sono abituato ad usare i numeri ed i numeri dicono cose che colpevolmente nessuno dice. Vediamo ad esempio il voto a Roma dove secondo tutti noi abbiamo perso, il pd ha vinto e del pdl non si dice niente. Vediamo i numeri:

PD (che ha vinto): si passa dai 520.723 voti delle comunali del 2008, ai 654.638 voti delle ultime politiche ai 267.205 di queste comunali.
PDL (che ha non perso): si passa dai 559.559 voti delle comunali del 2008, ai 497.757 voti delle ultime politiche ai 195.749 di queste comunali.

Noi abbiamo certamente perso, ma chi ha vinto? il pd? il pdl? Potremmo consolarci dicendo che oggi abbiamo circa 400 consiglieri in più rispetto a sabato scorso, 400 consiglieri che entrano nelle istituzioni per difendere gli interessi dei cittadini, ma è una ben triste consolazione. Direi che i numeri sono impietosi e dicono che hanno perso tutti, che ha stravinto il partito del non voto che ormai è quasi maggioranza assoluta. Ed è questo il vero rammarico, non essere riusciti a “trattenere” quelli che avevamo conquistato alle politiche e di non aver ancora convinto gli altri. Chi continua a votare pd e pdl probabilmente ha un motivo per farlo e soprattutto alle amministrative sappiamo tutti come funziona, soprattutto qui in Abruzzo dove Gaspari, zio Remo, ha creato un sistema che ancora oggi vanta numerosi tentativi di imitazione. La collusione tra chi compra il voto e chi lo vende è evidente. Mi spiace solo che chi oggi ha votato i vecchi partiti domattina sarà il primo a lamentarsi di quello che vede intorno a se, beh, chi è causa del suo male pianga se stesso.

Era possibile ottenere un risultato migliore? Era possibile resistere alla “possente” campagna disinformativa che i media hanno messo in atto in questi mesi presentando il MoVimento per quello che non è? Come si fa a presentarci come quelli attaccati ai soldi, quelli che parlano solo di scontrini, quando siamo gli unici ad aver restituito i 42 milioni di euro del finanziamento e più che dimezzato i nostri compensi?

Capiamoci, se non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo non è colpa dei i giornalisti, almeno non di tutti, loro fanno il loro mestiere. Sappiamo tutti che sono finanziati dalla politica e che noi invece vogliamo l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali, la loro è pura autodifesa, ma la gente deve essere consapevole di questa cosa quando legge o ascolta un tg o un talk show. La responsabilità del risultato è soprattutto nostra che non abbiamo saputo comunicare, che non siamo riusciti a farci sentire, a spiegare alla gente quello che davvero stava succedendo.

Ed è da qui che si riparte, come un’araba fenice. Non è il momento della depressione, è il momento di reagire, di tornare a spiegare alle gente ciò che siamo, qual’è la società che vogliamo, una società più giusta dove nessuno viene lasciato indietro grazie al reddito di cittadinanza, dove qualcuno torna a casa perché ineleggibile, dove lo stato non paga le aragoste ai politici grazie all’abolizione dei costi della politica, dove difendiamo la nostra terra dicendo no alla petrolizzazione e agli inceneritori.

Torniamo a parlare alla gente, perché loro non si arrenderanno mai, NOI NEPPURE

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2 Responses to Si riparte da qui

  1. ivano scrive:

    scusami ma io non sono d’accordo io non sono affatto deluso dalle amminstrative….400 consiglieri nuovi vuol dire che in 400 comuni si sono attivate tante brave persone che cercheranno di far capire alla loro cittadinaza l’importanza della democrazia diretta, forse si poteva fare di piu’ ottenre piu’ voti ma credo che i voti se dati solo per protesta non servano alla causa del movimento se e’ vero che il fine del movimento e’ quello di cambiare la cultura e le abitudini dell’ italia, alle politiche ci sono stati tanti voti di protesta ed il voto di protesta e’ fine a se stesso,il lavoro viene adesso fare in modo che quelle persone che ci hanno votato alle politcihe capiscano cosa e’ il m 5stelle , e solo allora credo sia utile che ci rivotino…

  2. Luciano Marrocco scrive:

    Io credo che il M5S, per riprendere slancio, deve darsi una connotazione chiara nella battaglia contro l’euro.
    Oggi la moneta unica è il vero cancro che sta divorando la nostra vita.
    Ha già distrutto una generazione e se non sarà fermata sarà impossibile riprendersi. Il movimento deve passare dalla protesta alla proposta appoggiando economisti come Bagnai, Borghi, Sapelli, l’ottimo prof. Becchi e anche un movimento come quello di Paolo Barnard con i suoi professori americani. Anzi io li avrei portati in parlamento al posto di numerosi sprovveduti. Vanno bene le proposte moralizzatrici ma è sul piano economico che la gente si aspetta soluzioni.
    Se si continuerà per questa strada credo che disfatte come quelle di questi giorni ne vedremo altre. Non aspettiamo che Grillo si decida. Facciamo partire dai gruppi locali un grido forte e chiaro: euro, VAFFANCULO.

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