Spoltore 5 Stelle – Dalle stalle alle (cinque) Stelle

by • aprile 15, 2012 • locali, News, UncategorizedComments (0)1076

Buongiorno a tutti e buon 15 aprile 2012. Mancano 21 giorni al 6 maggio, giorno in cui potremo tutti tornare a votare anche alle elezioni comunali di Spoltore. Perché, cari amici, dobbiamo riprendere l’abitudine di andare a votare per riprenderci lo stato e le istituzioni. Non andare a votare non è una scelta, è una rinuncia ad esercitare il proprio diritto di scelta, delegando ad altri di decidere chi ci dovrà tirare fuori dalle sabbie mobili in cui è impantanata l’Italia. E se non votiamo, al timone resteranno sempre quelli che in quelle sabbie mobili ci hanno gettato.

L’Italia è una repubblica, e repubblica significa, lo sappiamo tutti, cosa pubblica. Lo stato siamo noi, infatti la sovranità appartiene al popolo, secondo l’articolo 1 della Costituzione repubblicana e non, come invece sostengono alcuni ministri e parlamentari che hanno giurato sulla Costituzione senza evidentemente averla mai sfogliata, al Parlamento. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione, cioè delegandola ai propri rappresentanti, i parlamentari, i quali devono esercitare il mandato con disciplina e onore (art 54 della Costituzione).

Questo meccanismo ci consente – in teoria – di scegliere i nostri rappresentanti, e poi di verificare il loro operato sulla base dell’attività svolta che dovrebbe essere riferita correttamente e obbiettivamente dai media. Non esiste il vincolo di mandato sancito per legge, è vero, ma il popolo sovrano può, in teoria, non rinnovare la fiducia al proprio nominato sulla base del suo comportamento, delle sua capacità, della sua onestà e della rispondenza del suo operato alle necessità e alle esigenze del popolo, che è, e rimane, sovrano.
Purtroppo i nostri costituzionalisti non potevano immaginare, nel 1947, a che livello di protervia e di sfacciataggine sarebbero arrivati i propri epigoni nel gestire con disinvoltura la cosa pubblica a fini privati: questo ha portato allo sfacelo cui assistiamo tutti i giorni attorno a noi, con la corruzione che si è infiltrata come un tumore – e in profondità – in tutto il tessuto politico, sociale ed amministrativo della nazione.

Ed è solo così che è potuto accadere ciò che è successo a Spoltore nella scorsa consiliatura, che un’amministrazione comunale viene votata ed eletta, ma poi si smembra e si ricompone secondo strategie imperscrutabili per i cittadini elettori, che invece dovrebbero essere sempre informati ed interpellati essendo loro il popolo sovrano. Ed è così che una maggioranza ricostruita artificiosamente e in barba alle indicazioni elettorali viene pizzicata con le mani nella marmellata di affari poco chiari e decapitata da inchieste giudiziarie.

Ora, cari concittadini spoltoresi, stiamo per andare alle urne per cercare di dare un governo degno alla nostra Città. E io sinceramente non vedo come si potrebbe dare fiducia ad un candidato sindaco sorretto dalle stesse persone che sono attualmente sotto inchiesta (fatta salva – è ovvio – la presunzione di innocenza, stando a ciò che si sa attualmente dalle indagini direi che è meglio evitare: se, ad esempio, devo far accompagnare mio figlio a scuola, non lo affido al vicino di casa sotto processo per pedofilia, ancorché presunto innocente fino a condanna definitiva, non vi pare?). Ma altrettanto non vedo come si potrebbe affidare il governo della città a chi, pur all’opposizione, non ha denunciato ciò che sapeva apertamente alla magistratura e alla stampa. Non è sufficiente dire: “sono passato all’opposizione perché ero contrario a ciò che avveniva”. Si pecca non solo per le opere, ma anche per le omissioni. E omettere di denunciare gli imbrogli che hanno portato Spoltore ad essere un comune commissariato e con un ex sindaco indagato è un atto quasi altrettanto grave, sul piano morale, del reato che non si è denunciato.

Spoltore merita di più: merita un’amministrazione di cittadini onesti e incensurati, di gente preparata e motivata che porti la propria esperienza a servizio del bene comune. Di gente che accetti di ridurre i propri stipendi, come già fanno in tutta Italia i consiglieri del M5S, che accetti moralmente l’impegno del vincolo di mandato anche se non previsto dall’ordinamento legislativo nazionale, a tutela e garanzia che l’impegno verrà profuso nel solo interesse dei cittadini. Spoltore merita di essere governata da cittadini che accettino un limite massimo di due mandati alla propria azione amministrativa, a garanzia della necessaria permeabilità e di un sano ricambio ai vertici della cosa pubblica. Che accettino la democrazia diretta (nel senso di consultare i cittadini direttamente su tematiche di particolare rilevanza) e il bilancio partecipato (nel senso che alla cittadinanza viene chiesto di esprimersi sulle scelte economiche del Comune) come buone pratiche amministrative. Che smetta di dare costose consulenze agli amici degli amici, valorizzando invece le risorse interne senza inutili aggravi per le casse comunali.

Tutti questi principi costituiscono l’articolo 1 del nostro Programma di governo, chiamato appunto “Rapporto tra istituzione e cittadini: partecipazione e trasparenza” (Vedi il programma al seguente link: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/spoltore/programma.html )
Sì, cari concittadini, sono davvero convinto che la nostra Città meriti di più.
Spoltore merita di essere il primo Comune a Cinque Stelle d’Italia.

Carlo Spatola Mayo
Il Movimento 5 Stelle di Spoltore.

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