Spoltore a 5 Stelle – Lacrime sangue e piste ciclabili

by • marzo 31, 2012 • locali, NewsComments (0)891

Buongiorno a tutti e buon 31 marzo 2012. Mancano 36 giorni al 6 maggio, giorno in cui potremo tutti tornare a votare anche alle elezioni comunali di Spoltore. Tornare a votare è importante, fondamentale se vogliamo riprendere in mano il filo delle nostre esistenze: cominciamo da Spoltore, da Montesilvano, da L’Aquila, Ortona, San Salvo, e da tanti altri comuni per poi partecipare alle prossime elezioni politiche del 2013.

Perché non c’è più tanto da scherzare: la crisi italiana ed europea è stata creata a tavolino da gruppi che detengono un immenso potere economico e i vari Monti, Passera e Fornero non sono altro che dipendenti, consulenti o controllati in vario modo dagli stessi gruppi di potere. In sostanza, dietro la sobrietà e i sussiego dei professori della Bocconi non c’è altro che lo stesso disegno di chi la crisi l’ha creata. Quello che sta accadendo somiglia per certi versi al piano di rinascita democratica del piduista Licio Gelli e della sua loggia massonica deviata (http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica) ma nella sua evoluzione ha assunto una connotazione di trasferimento della sovranità nazionale in mani straniere che nemmeno Gelli era riuscito a concepire.

Il disegno è semplice e talmente ambizioso da essere quasi inimmaginabile. Eppure è l’unica spiegazione a questa crisi: partiamo dal presupposto che questi gruppi di potere (le banche d’affari americane, la Goldman Sachs ad esempio) dispongono liberamente di somme paragonabili a quelle di un bilancio nazionale con le quali si possono comprare interi governi e quote di parlamentari sufficienti per stravolgere il senso stesso della democrazia. La stessa sconfinata capacità di spesa viene anche messa a disposizione per controllare i principali mezzi di comunicazione, in modo che il popolo non riesca a capire quello che succede. Il passo successivo è di andare dai politici che sono stati fidelizzati a suon di milioni di euro e far loro decidere di contrarre debiti su debiti con vantaggio reciproco: le grandi banche d’affari che vedono aumentare con gli interessi i loro già immensi averi, i politici – coadiuvati dai media asserviti – oltre a comprarsi i voti distribuendo a piacimento incarichi strapagati, magnificano i risultati del proprio operato mostrando prima delle elezioni enormi cattedrali nel deserto delle quali nella stragrande maggioranza dei casi potevamo fare tranquillamente a meno.

Alla fine di questa storia il popolo cosiddetto sovrano si trova in povertà con sulle spalle migliaia di miliardi di debito, i politici burattini sgavazzano felici e impudenti nel lusso più sfacciato, le banche d’affari burattinaie hanno moltiplicato il proprio incredibile potere economico. Insomma, tutto questo sistema funziona come una pompa per trasferire i nostri soldi ai banchieri. Il sistema è praticamente inarrestabile: l’unico modo per salvarci è riprenderci la democrazia, riprenderci le istituzioni, restituire all’informazione il proprio ruolo di controllore dell’operato della politica. (Proprio come nel 2008 hanno fatto in Islanda, una vicenda epocale http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/04/voglio-meno-avetrana-e-piu-rivoluzione-islandese/149795/ che è stata naturalmente taciuta dai media e che si può conoscere solo su internet.)

Anche a livello locale le cose vanno nello stesso modo: chi ci viene a chiedere il voto promette, e talvolta realizza, infrastrutture inutili che i giornali si affrettano ad annunciare con toni enfatici come brillanti soluzioni ad inesistenti problemi, ed è per queste opere – spesso create per far contento l’imprenditore di spicco che verrà così risarcito del suo appoggio economico – che vengono spesi miliardi di euro, trascurando invece tutto quello che serve davvero ma che magari ha lo svantaggio di costare poco e quindi di non far girare la pompa.

Così a Spoltore, mentre si parla di inutili mega impianti di incenerimento di rifiuti, mentre si realizzano centri commerciali, mentre si costruisce sui terreni agricoli trasformati ad arte in aree edificabili, nessuno si occupa della viabilità, della mobilità sostenibile e alternativa e dell’inquinamento atmosferico. I politici spoltoresi sono stati finora molto attenti a tagliare nastri piuttosto che tagliare i costi, e il risultato è che i costruttori e gli stessi politici si sono arricchiti, i cittadini spoltoresi si sono impoveriti e sono stati depauperati della vivibilità, del benessere, del diritto alla salute.

Nessuno ha pensato, nel fare i centri commerciali, a risolvere il problema della viabilità sulla S.R. 602, nessuno ha pensato a creare un collegamento scorrevole tra Pescara e Villa Raspa che è diventata, di fatto, la zona di espansione di Pescara, nessuno ha pensato di creare una buona pista ciclabile che colleghi Santa Teresa e Villa Raspa con Pescara, nessuno ha razionalizzato il collegamento pubblico con il centro di Pescara, magari utilizzando gli scuolabus nelle ore in cui non svolgono il servizio per i bambini, o utilizzare il fiume come via d’acqua creandovi un regolare servizio di battelli. Tutti interventi a bassissimo costo per immaginare i quali è necessario solo un po’ di buon senso e di onestà.

Già, l’onestà…!

Grazie ancora a tutti voi per l’attenzione che mostrate nei confronti della nostra iniziativa politica. Ci impegneremo al massimo per essere all’altezza delle vostre (e delle nostre) aspettative!

Il Movimento 5 Stelle di Spoltore.

(a cura di Carlo Spatola Mayo)

N.B. La campagna elettorale del Movimento 5 Stelle è a costo zero perché il Movimento non accetta i finanziamenti elettorali. Pertanto vi preghiamo, se condividete queste note, di farle girare a mezzo e-mail ai vostri contatti, sui social network o in ogni altro modo riterrete idoneo. Grazie della collaborazione.

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