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Una protesta studentesca mette alle strette il PD

by • ottobre 21, 2015 • Argomenti, Comunicati, Controinformazione, Cultura, locali, News, Scuola e politiche socialiComments (0)598

Una protesta  studentesca mette alle strette il PD abruzzese e ne palesa tutte le debolezze e le contraddizioni. E’ successo a Pescara dove compatti gli studenti dell’Istituto Alberghiero della città si sono ribellati , insieme ad insegnati e genitori, per la delibera di Giunta regionale che de localizza  l’istituto in un campus nel pressi di Cepagatti.

Dunque, la delibera non trova d’accordo i colleghi di partito del Comune di Pescara che convocano un consiglio straordinario dove smentiscono pubblicamente i loro stessi referenti regionali al Governo. Una farsa, quasi grottesca, dove Pd smentisce Pd. Un fallimento in  tutti i livelli istituzionali, compresa la Provincia clamorosamente, assente nel corso del consiglio. Tutti insieme hanno combinato un “pasticciacco brutto”, per dirla alla Gadda, dove le cuciture che goffamente cercano di rimediare agli strappi suonano quasi come una presa in giro a chi queste decisioni nel proprio quotidiano le subisce.

A mettere ordine in questo ormai consolidato e dannoso  caos  PD  c’è il M5S che,  dopo aver ascoltato le istanze dei ragazzi, presenterà in regione una Risoluzione per sospendere la delibera di Giunta sulla delocalizzazione dell’Istituto.

“Stiamo assistendo ad una spettacolo indegno da parte di chi ormai governa città e regione a gran fatica - commenta Domenico Pettinari , consigliere regionale e firmatario della risoluzione anti dislocamento – il Presidente della Regione continua a perdere pezzi non solo nella maggioranza di Governo, ma anche tra i comuni che guidano la città sotto lo stesso simbolo.  E’ palese che ormai nel Pd la Regione agisce senza interpellare i comuni ed i comuni non sentono l’autorità regionale tanto da smentirla in via ufficiale attraverso un consiglio pubblico”.

Differente, infatti,  l’approccio del  M5S che oggi nel corso del consiglio comunale straordinario era presente in ogni grado istituzionale. Parlamento, regione e comune, con una linea condivisa hanno affrontato il problema posto dai governatori sottolineando per voce diGianluca Vacca che “Siamo di fronte a un evidente caso di schizofrenia politica.  Il presidente D’Alfonso e gli assessori avrebbero fatto bene a leggere la legge e il decreto ministeriale – incalza Vacca – avrebbero così scoperto che erano obbligati a sentire gli enti coinvolti,  tutti, prima di avanzare le proposte al Ministero, in questo modo avremmo evitato tutto questo legittimo allarmismo! Ora si sospenda la delibera, si raccolgano tutte le proposte e si prendano le decisioni partendo dalle effettive necessità del territorio e con il coinvolgimento dei diretti interessati”.

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