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UNA VALANGA DI OPPORTUNITA’

by • giugno 23, 2017 • Controinformazione, locali, nazionali, News, UncategorizedComments (0)385

Ho impiegato qualche ora a mandare giù il rospo ed a razionalizzare i miei pensieri, facendo evaporare la rabbia e le conseguenti querele e denunce che sarebbero certamente arrivate se avessi scritto di getto ciò che penso.

Stiamo parlando dell’infelice, miserabile convegno che era stato organizzato per questa mattina alle 9.00 a Teramo.

“DALLA GRANDE CALAMITÀ
UNA VALANGA DI OPPORTUNITÀ”

Subito dopo l’uscita della locandina sono iniziate, ieri, le fughe, le marce indietro, i “non sapevo”, i “non ho visto”, le “stigmatizzazioni” dei coccodrilli che hanno capito di essersi mangiati una preda un po’ troppo grossa, difficile da digerire. Oggi sul giornale nomi eccellenti che, nonostante i ruoli di tutto rilievo e i nomi in bella vista sulla stessa becera ignobile locandina, hanno negato responsabilità e contezza del TITOLO del convegno cui avrebbero dovuto partecipare meno di 24 ore dopo.

Se non si tratta di responsabilità, cari i nostri illustri, sarà allora omissione? Perché quello che ci state dicendo è che qualcuno, forse ET avvolto nella coperta sulla bicicletta volante, è sceso sulla città di Teramo, si è impossessato di un pc, ha realizzato la grafica della locandina, ha scelto da solo il titolo, ha scritto l’elenco di decine di relatori inconsapevoli (fior fior di capoccioni fuoriclasse della disciplina “convegni in cui parlo alla cieca”) e ha mandato in stampa. Il tutto da solo.
Il tutto senza bisogno di alcuna conferma, visto, approvazione.
Più che un alieno, un supereroe. Della comunicazione, della pubblica amministrazione, della politica.

Ma, ahivoi, ci sono riflessioni obbligatorie da fare.
1. Si fa molta, molta, molta fatica a credere che la Regione non sapesse di aver dato simbolo e patrocinio ad un evento sulle valanghe, senza sapere che piega avrebbe avuto la discussione. È evidente che qualcuno sapeva e sa!
D’Alfonso presidente e il suo amico D’Amico, rettore dell’università di Teramo, altrimenti dovrebbero spiegarci come può essere che dentro l’università si svolga un convegno con patrocinio dell’università e della regione, con invitati e relatori lo stesso presidente e il rettore dell’università, e che nessuno di Regione e università sapesse niente.

Perché allora perdiamo i colpi e dobbiamo cominciare a preoccuparci: domani potremmo vedere i simboli di Regione Abruzzo e Università di Teramo anche sulle locandine del convegno sulle doppie punte di Belen o sui tatuaggi del tronista della De Filippi.
Tanto, a quanto pare, non se ne accorge nessuno. E soprattutto, nessuno sembra averne responsabilità! Su questo, e non solo su questo, D’Alfonsino e l’Amico dovrebbero chiarire. Sporgeranno denuncia? Chiederanno i danni? Ovviamente non lo faranno. E nessuno, o quasi, glielo rinfaccerà. Resterà tutta colpa di ET.

2. Si allude, sempre sulla stampa odierna, a un secondo titolo, in cui al posto di una VALANGA di opportunità, se ne poteva cogliere una MONTAGNA. Frutto probabilmente dello stesso genio incompreso della comunicazione. Purtroppo il dramma è quello di dare per scontato che ci sia proprio bisogno di parlare di queste meravigliose OPPORTUNITÀ delle tragedie.
Scavare nelle ferite aperte per trarre il massimo profitto (ovviamente solo economico) dalle tragedie altrui. Il duetto delle 3:32 che rideva al telefono quel maledetto 6 Aprile, ci era riuscito egregiamente allo stesso modo.

3. Lo schifoso titolo di questo convegno dimostra che attorno alle tragedie (che purtroppo colpiscono in maniera viscerale molti esseri umani ma non tutti) regna un crocicchio sconcertante di ambizioni personali, arrivisti e affaristi, che più che parlare delle LORO mancanze (facessero un convegno sulle responsabilità della mancanza di un piano valanghe), ci mettono davanti agli occhi tutte le meraviglie che sono capaci di fare per guadagnare due soldi e forse due voti, da morti innocenti.

Quasi cannibalismo.
Oltre ogni umana sopportazione.

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